(forse) Si.Può.(ri)Fare!

Vivere da sola in Italia, a 25 anni, con 450 euro al mese e a impatto zero.

La pedicure della cameriera e … quanto costa un’unghia incarnita !!!

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E’ da quando ho iniziato a lavorare al texmex che voglio scrivere un post sulla cura dei piedi di quelli che fanno lavori in cui si sta molte ore in piedi e di corsa.

In realtà più della pedicure settimanale sono importanti alcune accortezze quotidiane:

– Indossare scarpe comode: di cuoio, con suola anatomica, assolutamente non strette soprattutto in punta.

– Utilizzare solo calzini in cotone e cambiarli ad ogni turno.

Lavare i piedi dopo ogni turno con un sapone specifico non “aggressivo “(io al momento uso un sapone di Aleppo di cui vedete le scaglie galleggianti in foto e del quale scriverò a breve).

– Tenere le unghie relativamente corte, ovvero tagliarle dritte e non curve e non ” a pelle.

– Tenere i piedi in alto e all’aria in ogni momento libero.

In caso di pellicine o vesciche NON TOCCATE NIENTE ! Vanno via da sole e ogni volta che mettete mano state creando letteralmente delle suites imperiali per batteri e micosi !!!

– Una volta a settimana tenere i piedi in ammollo in acqua molto calda con sapone e bicarbonato e poi crattare via tuuutta la pelle morta e incremarli a dovere.

Ebbene, non solo ho trascurato di scrivere il post, ma ho anche fatto la detta pedicure un paio di volte e basta … e’mmo pago !!!

Ho sviato il pensiero pensando che si trattasse di un gonfiore da piedi perennemente in corsa. Poi è sopraggiunto il rossore e ho dato la colpa ad una pellicina ballerina. Quando siamo arrivati al pus mi sono industriata in lavande ripetute e abbondanti di acqua ossigenata. Sparito il pus è arrivato il sangue e il bruciore insistente e ieri, spronata dall’omone – santosubbito – sono andata in farmacia dove mi è stato dato l’agghiacciante verdetto: c’ho l’UNGHIO INCARNITO !

unghio incarnito

Eggiù: 11 euro per un cucchiaio scarso di pomata antibiotica e un rotolino di garza sterile.

Eggiù di nuovo: 30 euro in meno per aver saltato un turno di lavoro … e spero tanto di non saltare il turno della sera sennò sono altri 30 euro che se ne volano dalla finestra !!!

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Una vegetariana al tex-mex … HO UN LAVORO !

Cos’è il TEX-MEX ? Clicca per scoprirlo !

Nuovo lavoro, giorno uno (ieri). Ebbene sì, a nemmeno tre settimane dal mio post sulla ricerca di soldi, mi cimento già in due turni da cinque ore in questo tex-mex dal volto italico con oltre cento tavoli e innumerevoli impiegati. Ottimi colleghi e bella atmosfera per chi non vive nell’ansia di sentirsi dire “Brava” da una signora-troll di duecento chili con la barba fatta di fresco (una delle cape, che però con me è molto gentile).

Da una parte sono orgogliosa, o meglio conscia della mia sfacciata fortuna. Il precariato, la cosiddetta “flessibilità” mi stanno sfamando ! Mentre si inspessisce giornalmente la letteratura che concerne i NEET io sono l’esempio di un acronimo opposto che ancora non è stato inventato (si cercano proposte), lo YesMan de noantri … sia studio che lavoro. Ah, c’è sempre più gusto ad andare contro, corrente, a mio parere !

Ma il problema è che probabilmente basterà e questo lavoro non sarà una cosa passeggera … almeno, non quanto credevo io.  Come spiegavo a Giulietto via mail:

A) Ho scoperto che i miei genitori avevano messo da parte 12.000 euro per far studiare me e mia sorella e che nonostante io abbia loro chiesto milleequalcosa euro l’anno (tasse e libri) da quando mi sono trasferita, loro “non avevano pensato” ad implementare il montepremi. Quindi, secondo loro, io sarei dovuta vivere a Venezia e studiare senza lavorare, così alla fine del percorso di studi avrei avuto la bellezza di zero euro (perché 12.000:2=6000=quello che spendo io in un anno) per iscrivermi ad un master. PER FORTUNA CHE NON GLI HO MAI DATO RETTA !!! Adesso mi ritrovo tutti lì i 6000, per fortuna … ma nient’altro che quelli e il master meno caro che ho trovato costa 4900 euro SOLO DI TASSE !!! Ergo …

B) DEVO LAVORARE … ma non un partime tranquillo: nella peggiore delle ipotesi (leggasi la SOAS*) dovrò far cascare dal cielo circa altri seimila di tasca mia per pagare tutta la retta e vivere a Londra. E quindi giù a turni da dieci ore !

Ecco, devo confessare che a questo proposito mi sento abbastanza incompresa. Dai jenitros nati in tempo di boom economico che non si raccapezzano sulla gestione ottimale del denaro … al momento stanno cambiando il salotto, per dirne una, e le finestre in alluminio no. Ma anche dal coetaneo medio … Il 25enne disoccupato, il NEET, lo studente mantenuto e – mi sembra – rigorosamente tutte le categorie di cui io non faccio parte sono in buona compagnia. Io mi sento piuttosto sola. Sono pochissime le persone che capiscono e rispettano il mio modo di agire, così poche che forse anche il plurale è inappropriato … ma un mio simile qui a Venezia, qui in Italia, dal vivo, con cui confrontarsi sulle difficoltà comuni, non lo trovo proprio. E ci soffro un bel po’.

Come mi è spesso successo mi ritrovo a darmi una pacca sulla spalla, offrirmi un bicchierino o qualche vizietto e a ripetermi con tono pacato che le mie scelte hanno un senso, che sono giuste, che non potrei agire altrimenti senza fare profondamente torto alla mia natura e allo spirito dei miei 20 che giammai dev’essere tradito.

Ora vado, che attacco alle 11.30 e faccio due turni come ieri.

* prima o poi farò un post intitolato “Checcazzo studio”, così capirete tutta una serie di cose.

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Conti in tasca e conti di fine mese: cerco lavoro e … cosa mi vendo ?

Pianoforte

Ecco qua i conti di febbraio !!! Per fortuna non in rosso, ma per recuperare il bugo di 150 euro che ho scavato a gennaio, mi ci vorrà una primavera al risparmio !!!

– 231 Affitto (con un euro di bonifico dimmerda !)
– 10 per dieci kg di verdura
– 15 attivazione internet
– 1.9 cioccolatini* equosolidali
– 1.2 frittella di carnevale
– 1.45 latte* UHT
– 0.37 lievito
– 1.58 limoni*
– 1 yoghurt
– 0.78 spaghetti* integrali
– 1.95 carote
– 1.8 formaggio
– 3.88 cotoletta vegetale
– 1.6 gallette*
– 1.99 mele*
– 1.8 banane*
– 1.79 quattro uova*
– 0.1 busta uffff
– 12 auto-regalo di fine sessione (cerchietto di velluto)
– 1.3 frittella
– 0.9 dolcetto alle mandorle … non riesco a smettere !
– 1.99 arance*
– 1.79 quattro uova*
– 1.2 caffè seduti ARGH !
– 2 gorgonzola dop
– 2 carta igienica riciclata
– 1.2 cipolle*
– 2.1 patate*
– 1.7 biscotti*
– 0.9 gallette*
– 2.7 uova*
– 1.5 gelato
– 1.99 arance*
– 3 marmellata di albicocche
– 1.1 zucchero italico
– 2.75 burro*
– 0.58 tre tavolette di cioccolato fondente (coi punti)
– 10.13 teglia da 24 cm Altro regalo post-sessione
– 5 gratta e vinci perdente Vincente lo devo comprare, vincente !
– 2 vino rosso e buffet
– 10 cena in ristorante “molto inn con sconto”
– 50 contributo mensile ai viaggi del Miomone, che viene giù sempre lui …
– 3 vestito usato Altro regalo post-sessione
– 0.79 pelati*
– 0.78 spaghetti*
– 2.16 uova*
– 5.69 olio*
– 10 ricarica telefonica
– 2 trancio di pizza con ricotta e spinaci Imprevisto !
– 5 verdura
– 1 caffé
– 0.5 ciambella alla Homer per avere accesso al bagno del bar
– 9 spesa divisa in tre con le mie ospiti Elise e Rebecca
– 0 concerto in piazza dei Motel Connection
– 0 film “Bolivia” al festival del cinema latino

+ Squillo (il gioco di carte) da Greg
+ cena fuori dal Miomone
+ cenazza in residenza universitaria da Mattias
+ pranzo come sopra
+ CV stampati dal Miomone con tessera universitaria
+ un pezzo di cena e due yo-yo da Fabrizio Blablacar veterano
+ vinello e frittella dal Miomone per l’apertura del Carnevale Veneziano
+ birre, pranzo in residenza universitaria e frittelle da Mattias
+ aperitivo da Elise

Il verdetto è: 438,94 … divento pignola quando sono squattrinata od orientata ad esserlo!

Essì, perché mi sono fatta dei conti in tasca generali ed ho scoperto che per arrivare a settembre (escluso) mi ci vogliono almeno 1500 euro oltre alle finanze attualmente in mio possesso. Questo incluso il fatto che – e ciò potrebbe decretare un mio secondo fallimento o una svolta in positivo, chissà – passerò gran parte dell’estate in Cina.

Se contassi i canonici 5400 meno i 3000 qualcosa guadagnati fin’ora mi ci vorrebbe anche di più, ma in ogni caso …

… sto nuovamente cercando lavoro.

Pianoforte tasti

Perciò fate la vostra parte: prendete in considerazione l’idea di mantenermi, oppure rivedete il mio CV cretino aggiungendo la formativa esperienza bimestrale da commessa di maschere e murrine e mandate la lieta novella ai vostri amici veneti !!! Va bene TUTTO, purché mi paghino prima di metà giugno !

Intanto io, mi do alla vendita di oggetti e alla pianificazione di un viaggio romano che dovrebbe fruttarmi qualche soldino.

AmpliIbanez

Per ora vendo, rispettivamente: un pianoforte digitale Yamaha Clavinova a 500 euro da andare a prendere a Casadeimiei; un amplificatore Ibanez per basso elettrico da 20Watt a 59 euro questo trasportabile, ma sempre in zona romana.

Sì, avevo così tanta fregola di mettere annunci che ho pure sbagliato a scrivere Scassandralverde … ma tant’è !

Fatemi sapere se conoscete qualcuno che sia interessato !!! Con 570 euro ci faccio più ti un mese, lo sapete =)

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II stipendio: ferie volontarie non pagate e della fannullonaggine della mia generazione.

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Nuovamente disoccupata.

Ma sempre in una nuova e pericolosa versione, ovvero, un mese di ferie volontarie non pagate per darmi la possibilità di sostenere decentemente la sessione invernale. Il fatto è che non avevo maturato ferie e gli esami sono tutti attaccati, quindi, per un luogo di lavoro in cui hai un giorno libero a settimana, rigorosamente infrasettimanale e comunicato il giorno prima, così come l’orario giornaliero … non era davvero fattibile per me continuare a lavorare e dare gli esami. Dicono che mi riprenderanno perché sotto Carnevale c’è sempre bisogno ed è meglio avere una persona che conosca la merce e sappia usare la cassa piuttosto che una completa novellina. Se non mi riprenderanno cercherò un altro lavoro … Ho una mezza idea di aprire anche un altro blog … ma boh, già riesco a stare poco appresso a questo !!! Sono quindi a Roma, con un 30 e lode in valigia, in questo luogo assurdo in cui si gira senza cappello, senza sciarpa, senza guanti, con la giacca aperta e un maritozzo all’uvetta grosso quanto la mia testa in mano e che ho pagato solamente un euro.

In ogni caso questo lavoro mi ha dato tantissimo, e non sto facendo battute sulla mia busta paga. A livello personale ho potuto appurare che noi ventenni italiani siamo degli immaturi lagnosi e fannulloni, almeno, lo è la maggior parte, quelli destinati a rimpiazzare la generazione di attuali italiani medi. Niente sconti, cari miei. E lo siamo perché siamo nati nel dannato primo mondo: abbiamo tre pasti al giorno, la casa, la famiglia, niente conflitti armati fuori dalla porta, la possibilità di studiare senza lavorare, la possiblità di fallire senza perdere quasi niente, la possibilità di cercare il primo lavoro dopo la laurea, la possibilità di non pensare ai soldi e di credere che non si possano avere figli se non hai una casa di proprietà, un contratto a tempo indeterminato e almeno un milleotto al mese in busta paga, la possibilità di restare, o di emigrare da bianchi in paesi di altri bianchi con le nostre stesse condizioni di vita.

Ebbene, i miei colleghi avevano tra i 19 e i 28 anni, perlopiù provenienti da paesi dell’europa dell’est o dall’Africa sub-sahariana. Sono tutti emigrati da soli tra navi e pullman intorno ai vent’anni, avevano già girato diverse città, la maggior parte laureati-lavoratori con lauree che non vengono riconosciute – d’altra parte a cosa può servire in Italia una laurea in ingegneria gestionale della moda ? –, parlano fluentemente ALMENO tre lingue, sono sposati e/o conviventi spesso con figli, vivono in case in affitto con la famiglia o con altri studenti e lavoratori, mandano un po’ di soldi a casa, continuano a imparare altre lingue lavorando e lavorano come delle macchine sei giorni su sette per almeno sette ore, con orari comunicati sistematicamente la sera prima e con due settimane di ferie all’anno che sono scelte dal datore (o prenditore) di lavoro senza possibilità di recriminazione.

Gli unici italiani a parte Il Re dell’Impero eravamo io e un ragazzo siciliano che ha seguito la fidanzata, studentessa di lingue qui a Venezia. “Di solito gli italiani non reggono qui”, mi hanno detto come un complimento dopo qualche tempo. E lo credo bene, io per prima sento che in qualche modo avrei potuto stringere i denti e farcela, se solo mi fossi sforzata di più. Non credo di essere ingiusta quando constato che i miei coetanei italiani e che io stessa siamo infinitamente meno maturi di queste persone. Tra tutte le persone che conosco al momento potrei nominare cinque o sei venticinquenni che si danno da fare come i miei colleghi e che hanno una vita lontanamente paragonabile alla loro. Cinque o sei e basta, anche contando quelli che conosco per sentito dire non si va oltre i dieci. E io non mi annovero tra questi perché non ho né figli, né genitori da mantenere e perché se smettessi di fare la vita che faccio cambierebbe poco o niente: interverrebbe l’ammortizzatore sociale italiano per eccellenza: la Famiglia. Ecco tutto. Invece, se il mio collega romeno smettesse di lavorare, non avrebbe più una casa e suo figlio non mangerebbe, inoltre non potrebbe più mandare i soldi in Romania e quindi sarebbero due le famiglie a risentirne nel giro di pochissimo tempo. Se la mia collega albanese smettesse di lavorare non potrebbe più pagarsi l’università e senza la borsa dell’università non potrebbe pagarsi l’affitto e riuscire a risparmiare per mandare qualcosa a casa.

“I miei mi hanno pagato tutto fino a 16 anni e poi ho iniziato a lavorare per non dover chiedere più. Ora inizio a restituire”. Vi torna familiare questo ragionamento ? Secondo me no.

Ed è ben comprensibile: noi, infatti, abbiamo La Scelta. E per cosa decidiamo di usarla questa facoltà di scelta? Per parcheggiarci all’università, per farci campare fino a trent’anni, per andare in Erasmus al dodicesimo anno di lettere moderne, per rinnovare il guardaroba, per chiedere senza dare, per volere la macchina e usarla come un gigantesco passeggino a spese di mamma e papà, per lavorare un’estate intera e sputtanarci tutto in una settimana al villaggio turistico, per farci “scappare” un figlio che verrà poi cresciuto dai suoceri o dai genitori, per prenderci l’anno sabatico tra il liceo e l’universitàper tirare sassate in nome del diritto allo studio.

Eggià, perchè ci lamentiamo pure. Il coro greco dei suddetti futuri italiani medi non fa altro: gente che non ha mai inviato un curriculum che tira uova contro la polizia urlando frasi senza senso come “Ci rubano il futuro”; il nipote di Cacciari che smantella insieme ai suoi amichetti del cosiddetto centro sociale il cantiere dei tram a Venezia; quelle che mi chiedevano di firmare contro la legge Tarzia – e io l’ho firmata in consultorio durante la “Revisione annuale” – e che poi andavano a pagare centinaia di euro in nero alla ginecologa perchè “al consultorio mi sa di sporco”; quelli che manifestano contro Israele e poi, davanti all’elenco dei prodotti israeliani in commercio in Italia sentenziano “Ma dai ! C’è TUTTO ! Come si fa a boicottare la Coca-cola ?!?! E’ IMPOSSIBILE.”; quelli che parlano di lavoro precario e poi non si fanno fare il contratto “Perché, sai, mi da cento euro in più senza contratto” – e qua mi ci metto anche io perché il lavoro nero l’ho fatto –; quelli che picchettano gli uffici per il diritto allo studio e poi si fanno mettere a carico dei nonni per prendere la borsa … se tutti quelli che si proclamano oppositori del “sistema” la smettessero di cibarlo e coccolarlo, il cosiddetto sistema non avrebbe ragione d’esistere.

Vuoi sapere com’è l’unico futuro possibile della mia generazione per me ? E’ farsi un mazzo tanto, un culo come un pozzo, studiare, lavorare, spostarsi, stringere i denti, risparmiare fino all’ultimo centesimo e fare il tutto alla massima velocità possibile, con coerenza estrema e con uno spirito critico e un senso della legalità che per la loro scarsa diffusione potremmo definire come disumani.

Quindi ringrazio tutti i “disumani”, perché esistono … E Buon Natale.

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Primo stipendio: aforismi … e un mazzo tanto !

Stipendio

E’ arrivato !

E’ arrivato la busta paga dei miei 15 giorni lavorativi di ottobre, e indovinate un po’, è più di quanto mi aspettassi ! Voglio dire, si parlava di millecento al mese, ma se non vado errata il doppio di quanto ho preso ora è un po’ di più di milleccento … In più ho maturato ben 14 ore di ferie e altre simpatiche cifre fiscali che ho iniziato a vedere solo dall’anno scorso. Con tutto il bene che voglio a Roma, lì non s’è mai vista una busta paga così … a pensarci bene non s’è mai vista una busta paga degna di questo nome.

Ebbene, anche se questo stipendio riguarda il mese di ottobre, ormai è già un mese che lavoro lì. Mi trovo benissimo con i colleghi, il capo non l’ho mai visto e non ci tengo più di tanto e con i clienti mi faccio un sacco di risate.

Queste le frasi migliori del mese (tradotto) idealmente finiscono tutte con “…”:

L’INCREDULA

– “Perchè qui vendono tutti maschere ?” 

– “Beh, perchè siamo a Venezia, signora.”

– “Ah … avete una qualche occasione in cui si usano queste maschere ?”

– “Ma certo, c’è il Carnevale.”

– “Davvero ? E quando ?”

– “A febbraio, dura per una settimana.”

“Ma dai, una settimana, non abbiamo niente del genere a NY !”

LO SCONTO

– “Sono settantanove centesimi, signora.”

– “Me lo fai lo sconto?”

LO SCONTO PREVENTIVO ALLA CINESE

– “Buongiorno, prego, entri pure.”

– “Sì, me lo fai lo sconto.”

IL TAXI

– “Sa dirmi dove posso prendere un taxi ?”

– “Un water-taxi ?”

– “No, no … una macchina ?”

– “Scusi, ma da quanto tempo è arrivata qui, signora?”

– “Da ieri.”

– “E quante macchine ha visto ?”

IL BUON GUSTO

Signora con bracciale plasticone orribile: “Prendo questo.”

IO: “Guardi, signora, per lo stesso prezzo può prendere quello fatto con vetro di Murano. Le faccio vedere.”

Signora: “Mannò … questo qui è pacchianissimo … prendo questo, è così fine.”

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Diziofrasario random di italinglespagnolsinico per commesse.

[si accettano consulenze di traduzione]

Salve ! Hello ! Hola ! Nǐ hǎo ! 你好

Benvenuti ! Welcome ! Bienvenido ! Huānyíng ! 欢迎

Prego, entri ! Please come in ! ¡Pase por favor! Qǐng (Nǐ) jìnlái ! 请你进来

Posso aiutare ? May I help you ? Puedo ayudarle ? Nǐ xūyào bānɡmánɡ ma? 你需要帮忙吗?

Ti piace questo ? Do you like this one ? Te gusta esto ? Nǐ xǐhuan zhè ge ma? 你喜欢这个吗?

Quale ti piace ? Which one you like ? ¿Qué te gusta? Nǐ xǐhuan nǎ yīgè? 你喜欢哪一个?

Regalo Gift Regalo Lǐwù 礼物

Maschera Mask Máscara Miànjù 面具

Collana Necklace Collar Xiàngliàn 项链

Ciondolo Pendant Colgante Chuí shì 垂饰

Orecchini Earrings Aretes Ěrhuán 耳环

Bracciale Bracelet Pulsera Shǒuzhuó 手镯

Orologio (da polso) Watch Reloj Shǒubiǎo 手表

Orologio (da parete o da appoggio) Clock Reloj Shízhōng 时钟

Gemelli (da polsino) Cufflink Gemelo Xiù kòu 袖扣

Cornice Picture frame Marco  Jìngkuāng 镜框

Piatto Dish Plato Zhǎn 盏

Specchio Mirror Espejo Jìngzi 镜子

Vetro Glass Vidrio Bōlí 玻璃

Cristallo Crystal Cristal Shuǐjīng

Legno Wood Madera Mù 木

Plastica Plastic Plastico Sùliào 塑料

Gesso Plaster Yeso Shígāo 石膏

Cuoio Leather Cuero Pígé 皮革

Cartapesta Paper mache Papel maché Zhǐzhāng zhǐjiāng 纸张纸浆

Ceramica Ceramic Cerámico Táocí de 陶瓷的

Che colore ? What color ? ¿de qué color? Shénme yánsè? 什么颜色?

Rosso Red Rojo Hóngsè 红色

Blu Blue Azul Lán sè 蓝色

Verde Green Verde Lǜsè 绿色

Giallo Yellow Amarillo Huángsè 黄色

Rosa Pink Rosa Fěnhóng sè 粉红色

Viola Purple Púrpura Zǐsè 紫色

Bianco White Blanco Bái 白

Nero Black Negro Hēisè 黑色

Grigio Grey Gris Yáng qún 羊群

Azzurro Light blue Azul claro Qiǎn lán sè 浅蓝色

Arancione Orange Naranja Chéngsè 橙色

Marrone Brown Marrón Zōngsè 棕色

Brillante Glitter Brillo Shǎnguāng 闪光

Oro Gold Oro Jīn 金

Argento Silver Plata Yín 银

Rame Copper Cobre Tóng 铜

Bronzo Bronze Bronce Qīngtóng 青铜

Piuma Feather Pluma Yǔmáo 羽毛

Naturale Natural Natural Zìrán 自然

Più scuro Darker Más oscuro Jiàoànyīdiǎnr 较暗点儿

Che misura ? What size ? Qué talla ? Shénme guīmó? 什么规模?

Piccolo Small Pequeño Xiǎo 小

Grande Big/Large Grande Dà 大

Troppo Too much/Too many Demasiado Tài 太

Medio Medium Mediano Zhōng 中

Fatto a mano Handmade Hecho a mano Shǒugōng zhìzào 手工制造

Prezzo Price Precio Jiàgé 价格

Qualità alta High quality Calidad alta Yōuzhì 优质

Rotto Broken Roto Pò 破

Flessibile Flexible Flexible Línghuó 灵活

Trasportabile Transportable Transportable Yùnshū 运输

Sconto Discount Descuento Zhékòu 折扣

Costoso Expensive Caro Guì 贵

Economico Cheap Barato Piányi de 便宜的

Euro Euro Euro Ōuyuán 欧元

Centesimo Cent Centavo Yī fēn qián 一分钱

Monete Coins Monedas Yìngbì 硬币

Resto Change Resto Qíyú 其余

1 One Uno Yī 一

2 Two Dos Er 二

3 Three Tres Sān 三

4 Four Cuatro Sì 四

5 Five Cinco Wǔ 五

6 Six Seis Liù 六

7 Seven Siete Qī 七

8 Eight Ocho Bā 八

9 Nine Nueve Jiǔ 九

10 Ten Dies Shí 十

11 Eleven Once Shíyī 十一

 12 Twelve Doce Shí’èr 十二

13 Thirteen Trece Shísān 十三

14 Fourteen Catorce Shísì 十四

15 Fifteen Quince Shíwǔ 十五

16 Sixteen Dieciséis Shíliù 十六

17 Seventeen Diecisiete Shíqī 十七

18 Eighteen Dieciocho Shíbā 十八

19 Nineteen Diecinueve Shíjiǔ 十九

20 Twenty Veinte Èrshí 二十

30 Thirty Treinta Sānshí 三十

40 Fourty Cuarenta Sìshí 四十

50 Fifty Cincuenta Wǔshí 五十

60 Sixty Sesenta Liùshí 六十

70 Seventy Setenta Qīshí 七十

80 Eighty Ochenta Bāshí 八十

90 Ninety Noventa Jiǔshí 九十

100 One hundred Ciento Yībǎi 一百

1000 One thousand Mil Yīqiān 一千

Paga in contanti ? Do you pay cash ? Paga en efectivo? Nǐ fù xiànjīn? 你付现金?

Carta di credito Credit Card Tarjeta de crédito Xìnyòngkǎ 信用卡

Incartare Wrap Envolver Bāoguǒ 包裹

Arrivederci ! Goodbye ! Despedida ! Zàijiàn ! 再见

Grazie ! Thank you ! Gracias ! Xièxiè 谢谢

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Un CV al giorno toglie l’indigenza di torno.

Biscotti a spirale cotti1

Pasta frolla bianca e al cacao arrotolate e tagliate a fette: simbolo della “perfetta” spartizione della sottoscritta tra studio e lavoro.

Ho voluto aspettare almeno una settimana, prima di ufficializzare la cosa. Per sicurezza. Come quando le signore incinte aspettano il terzo mese di gravidanza per dare l’annuncio ad amici e parenti. Per sicurezza.

Ed eccoci qua: ho un lavoro.

… e uno di quelli veri. Sei giorni su sette, sei ore giornaliere (con appuntamento la sera prima), contratto di apprendistato con mutua – che non so ancora tanto come funziona – e ferie pagate e milleeccentonetti al mese. Faccio la commessa – non vi immaginate chissà cosa – in un negozio di maschere i cui prezzi vanno da 19 centesimi a 1200 euro. Giusto in tempo, dato che le mie finanze attuali ammontano a circa 10 euro in più del costo del prossimo affitto !

Da un lato mi vergogno un po’: sono in un paese in cui la disoccupazione giovanile cavalca … e io trovo lavoro dopo nemmeno un mese di ricerche, mandando non più di un contratto al giorno – in media, dato che non avevo internet – e dopo un solo colloquio.

Il contraltare, tuttavia, ridimensiona un po’ la mia odiosaggine: potrò lavorare senza problemi per i primi due mesi, poi dovrò decidere cosa fare dato che iniziano gli esami e ci sono le feste natalizie che non sono neppure vagamente contemplate dal calendario lavorativo del mio luogo d’impiego. Per quanto riguarda gli esami in realtà va abbastanza bene: se glielo comunico per tempo mi assegnano il giorno libero settimanale quando dico io; ma è la questione Vigilia Natale che pone una questione di tabù familiari conclamati. Beh, ho ancora tempo per pensarci.

Per il resto sto sperimentando una nuova posizione: io sono l’immigrata. Al lavoro sono l’unica italiana. Ci sono un sacco di russe, moldave e ucraine, una turca, un’albanese e una ragazza nera come la pece che immagino sia africana, ma non ne sono sicurissima perchè l’ho vista una volta solo per pochi minuti … magari è di Benevento ! La lingua lavorativa è il russo, almeno per i “comandi essenziali”, che mi vengono tradotti poco dopo in italiano, spesso in un sussurro. Ah, e quando ho detto che ero di Roma hanno deciso che ero romena e lo sono stata, nell’imaginario collettivo, per un paio di giorni.

Però, si può dire “da brava immigrata”, mi trovo molto bene al lavoro ! Innanzitutto perché ce n’è, ce n’è tanto, in regola e ben retribuito. E poi perchè sono stata accolta benissimo da tutti quanti, soprattutto dalle signore più grandi che non mancano mai di allungarmi consigli utili e caramelle moldave dal contenuto calorico di un barattolo di nutella fritto. Ma anche le altre ragazze, dopo un po’ di diffidenza iniziale, mi hanno fatto un sacco di complimenti.

Adoro lavorare.

E … piesse … ho chiesto la tesi e l’Uomodellalaguna ha detto sì.

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Ritorno all’ADSL, a Roma e al dorato mondo del lavoro.

Parco dei 7 Acquedotti. Roma.

Ho molto da farmi perdonare in quanto ad assenze. Recuperiamo in settimana: mi impegno ad aggiornarvi con un post al giorno. Mi giustifico con la scomparsa dell’ADSL, il rimpatrio romano e la prima settimana di lavoro. Ebbene sì, lavoro. Totalmente a culo come sempre.

Ve lo ricordate? A maggio avevo fatto dei colloqui, ero incappata nel simpatico santone vestito da Gesù. Fortunatamente avevo sostenuto altri colloqui, tra cui uno in cui mi era stato detto di avvisare nel momento in cui sarei stata libera di trasferirmi a Roma e iniziare a lavorare. Così, appena finiti gli esami, ho mollato Venezia e sono andata a Trieste pensando di farmi almeno una settimanella di Costa dei Barbari e sole integrale con spedizione di curricola a nastro. E invece sabato sera, dopo la monopolata dai croati ho mandato la mail senza crederci troppo e il giorno appresso, di ritorno dal mare in autostop con un’amica tedesca che pulisce il mare tuffandosi a bomba dagli scogli, trovo la mail di risposta: “Bene: inizi questo martedì”.

Ebbene, lavoro. Faccio la dialogatrice part-time per una società che si occupa di fare informazione su temi sociali: ultimamente si occupano di abbandono/adozione di cani. Non è un lavorone, ma è onesto (ho già firmato il contratto), più o meno ben retribuito, le colleghe sono delle tesore, il capo è simpatico e mi ha dato già un paio di consigli funzionanti … Faccio “Foundrising”, certo, offro sconti e premi di adozione in cambio di offerte libere o meno. A fine mese mi aspettano da un minimo di 500 a un massimo di 2000, a seconda delle quote (13 euro l’una) che raggiungo. Se avete cani, gatti o voglia di adottarne su tutta Italia, ma in particolare su Lazio, Umbria e Toscana, contattatemi !!!

Colgo l’occasione per ringraziare Lotjina che mi ha assegnato un premio e vorrei approfittarne per rispondere alle sue 11 domande, che mi sembrano estremamente interessanti !

1. Cosa facevi un attimo primo di scrivere questo blog? Lavoravo.
2. Il tuo documentario preferito? Difficilissima … ora mi viene in mente “The Corporation”, ma mi pentirò di averlo scritto tra un minuto.
3. Perché scrivi un blog? Per vedere se si può fare o no !
4. Se ti dico amore, cosa mi dici? Miomone.
5. Perché non partecipi a cucinaecondividi.it? Perchè al momento non sto a casa mia … =(
 6.Se potessi scegliere, dove ti piacerebbe vivere e con chi? A Trieste, a Roma, a Napoli, a Catania, a Varanasi … basta che sia in un cohousing con almeno quindici tra le persone che mi vogliono più bene.
7. Le tue 3 priorità nella vita. La pace, il verde, l’amore.
8. Il tuo libro preferito. Corpo Celeste della Ortese, che cerco di recensire da mesi !
9. Quale lingua ti piacerebbe imparare? Una lingua slava.
10. A quale NGO daresti 10.000 euro se vincessi la lotteria? Ad Amnesty, Greenpeace ed Emergency.
11. Qual è tuo lavoro da sogno? Uno a caso nell’ambito della difesa dei diritti umani.
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Sugar and Cinnamon

A wholefoods blog showing the sweeter side of healthy eating

IL CASALINGO MODERNO ATTO SECONDO

(HOMELESS EDITION) economia domestica ed educazione sentimentale di un disoccupato con prole

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