(forse) Si.Può.(ri)Fare!

Vivere da sola in Italia, a 25 anni, con 450 euro al mese e a impatto zero.

II stipendio: ferie volontarie non pagate e della fannullonaggine della mia generazione.

su 21 dicembre 2013

DSC_0080

Nuovamente disoccupata.

Ma sempre in una nuova e pericolosa versione, ovvero, un mese di ferie volontarie non pagate per darmi la possibilità di sostenere decentemente la sessione invernale. Il fatto è che non avevo maturato ferie e gli esami sono tutti attaccati, quindi, per un luogo di lavoro in cui hai un giorno libero a settimana, rigorosamente infrasettimanale e comunicato il giorno prima, così come l’orario giornaliero … non era davvero fattibile per me continuare a lavorare e dare gli esami. Dicono che mi riprenderanno perché sotto Carnevale c’è sempre bisogno ed è meglio avere una persona che conosca la merce e sappia usare la cassa piuttosto che una completa novellina. Se non mi riprenderanno cercherò un altro lavoro … Ho una mezza idea di aprire anche un altro blog … ma boh, già riesco a stare poco appresso a questo !!! Sono quindi a Roma, con un 30 e lode in valigia, in questo luogo assurdo in cui si gira senza cappello, senza sciarpa, senza guanti, con la giacca aperta e un maritozzo all’uvetta grosso quanto la mia testa in mano e che ho pagato solamente un euro.

In ogni caso questo lavoro mi ha dato tantissimo, e non sto facendo battute sulla mia busta paga. A livello personale ho potuto appurare che noi ventenni italiani siamo degli immaturi lagnosi e fannulloni, almeno, lo è la maggior parte, quelli destinati a rimpiazzare la generazione di attuali italiani medi. Niente sconti, cari miei. E lo siamo perché siamo nati nel dannato primo mondo: abbiamo tre pasti al giorno, la casa, la famiglia, niente conflitti armati fuori dalla porta, la possibilità di studiare senza lavorare, la possiblità di fallire senza perdere quasi niente, la possibilità di cercare il primo lavoro dopo la laurea, la possibilità di non pensare ai soldi e di credere che non si possano avere figli se non hai una casa di proprietà, un contratto a tempo indeterminato e almeno un milleotto al mese in busta paga, la possibilità di restare, o di emigrare da bianchi in paesi di altri bianchi con le nostre stesse condizioni di vita.

Ebbene, i miei colleghi avevano tra i 19 e i 28 anni, perlopiù provenienti da paesi dell’europa dell’est o dall’Africa sub-sahariana. Sono tutti emigrati da soli tra navi e pullman intorno ai vent’anni, avevano già girato diverse città, la maggior parte laureati-lavoratori con lauree che non vengono riconosciute – d’altra parte a cosa può servire in Italia una laurea in ingegneria gestionale della moda ? –, parlano fluentemente ALMENO tre lingue, sono sposati e/o conviventi spesso con figli, vivono in case in affitto con la famiglia o con altri studenti e lavoratori, mandano un po’ di soldi a casa, continuano a imparare altre lingue lavorando e lavorano come delle macchine sei giorni su sette per almeno sette ore, con orari comunicati sistematicamente la sera prima e con due settimane di ferie all’anno che sono scelte dal datore (o prenditore) di lavoro senza possibilità di recriminazione.

Gli unici italiani a parte Il Re dell’Impero eravamo io e un ragazzo siciliano che ha seguito la fidanzata, studentessa di lingue qui a Venezia. “Di solito gli italiani non reggono qui”, mi hanno detto come un complimento dopo qualche tempo. E lo credo bene, io per prima sento che in qualche modo avrei potuto stringere i denti e farcela, se solo mi fossi sforzata di più. Non credo di essere ingiusta quando constato che i miei coetanei italiani e che io stessa siamo infinitamente meno maturi di queste persone. Tra tutte le persone che conosco al momento potrei nominare cinque o sei venticinquenni che si danno da fare come i miei colleghi e che hanno una vita lontanamente paragonabile alla loro. Cinque o sei e basta, anche contando quelli che conosco per sentito dire non si va oltre i dieci. E io non mi annovero tra questi perché non ho né figli, né genitori da mantenere e perché se smettessi di fare la vita che faccio cambierebbe poco o niente: interverrebbe l’ammortizzatore sociale italiano per eccellenza: la Famiglia. Ecco tutto. Invece, se il mio collega romeno smettesse di lavorare, non avrebbe più una casa e suo figlio non mangerebbe, inoltre non potrebbe più mandare i soldi in Romania e quindi sarebbero due le famiglie a risentirne nel giro di pochissimo tempo. Se la mia collega albanese smettesse di lavorare non potrebbe più pagarsi l’università e senza la borsa dell’università non potrebbe pagarsi l’affitto e riuscire a risparmiare per mandare qualcosa a casa.

“I miei mi hanno pagato tutto fino a 16 anni e poi ho iniziato a lavorare per non dover chiedere più. Ora inizio a restituire”. Vi torna familiare questo ragionamento ? Secondo me no.

Ed è ben comprensibile: noi, infatti, abbiamo La Scelta. E per cosa decidiamo di usarla questa facoltà di scelta? Per parcheggiarci all’università, per farci campare fino a trent’anni, per andare in Erasmus al dodicesimo anno di lettere moderne, per rinnovare il guardaroba, per chiedere senza dare, per volere la macchina e usarla come un gigantesco passeggino a spese di mamma e papà, per lavorare un’estate intera e sputtanarci tutto in una settimana al villaggio turistico, per farci “scappare” un figlio che verrà poi cresciuto dai suoceri o dai genitori, per prenderci l’anno sabatico tra il liceo e l’universitàper tirare sassate in nome del diritto allo studio.

Eggià, perchè ci lamentiamo pure. Il coro greco dei suddetti futuri italiani medi non fa altro: gente che non ha mai inviato un curriculum che tira uova contro la polizia urlando frasi senza senso come “Ci rubano il futuro”; il nipote di Cacciari che smantella insieme ai suoi amichetti del cosiddetto centro sociale il cantiere dei tram a Venezia; quelle che mi chiedevano di firmare contro la legge Tarzia – e io l’ho firmata in consultorio durante la “Revisione annuale” – e che poi andavano a pagare centinaia di euro in nero alla ginecologa perchè “al consultorio mi sa di sporco”; quelli che manifestano contro Israele e poi, davanti all’elenco dei prodotti israeliani in commercio in Italia sentenziano “Ma dai ! C’è TUTTO ! Come si fa a boicottare la Coca-cola ?!?! E’ IMPOSSIBILE.”; quelli che parlano di lavoro precario e poi non si fanno fare il contratto “Perché, sai, mi da cento euro in più senza contratto” – e qua mi ci metto anche io perché il lavoro nero l’ho fatto –; quelli che picchettano gli uffici per il diritto allo studio e poi si fanno mettere a carico dei nonni per prendere la borsa … se tutti quelli che si proclamano oppositori del “sistema” la smettessero di cibarlo e coccolarlo, il cosiddetto sistema non avrebbe ragione d’esistere.

Vuoi sapere com’è l’unico futuro possibile della mia generazione per me ? E’ farsi un mazzo tanto, un culo come un pozzo, studiare, lavorare, spostarsi, stringere i denti, risparmiare fino all’ultimo centesimo e fare il tutto alla massima velocità possibile, con coerenza estrema e con uno spirito critico e un senso della legalità che per la loro scarsa diffusione potremmo definire come disumani.

Quindi ringrazio tutti i “disumani”, perché esistono … E Buon Natale.

Annunci

7 responses to “II stipendio: ferie volontarie non pagate e della fannullonaggine della mia generazione.

  1. nyoulisses ha detto:

    Penso che la nostra generazione abbia avuto tutti i vantaggi e abbia perso il senso della misura.
    Avere una macchina non è un alibi per spostarsi in continuazione. Tutte le cose prevedono moderazione. Così come una macchina è utile là dove non c’è un altro mezzo di trasporto o dove un altro mezzo di trasporto non sarebbe idoneo (vedi trasloco), allo stesso modo i vantaggi e le opportunità date dall’avere un appoggio saldo al momento del cominciare a lavorare.

    La possibilità di studiare all’università non dovrebbe equivalere a tempo da perdere, ma alla responsabilità di una scelta. Se noi siamo parte della nostra famiglia, è la nostra famiglia che sta sostenendo il nostro costo, volenti o nolenti che siamo.

    E’ doveroso dare il massimo in ogni cosa in virtù di quella responsabilità, a maggior ragione a confronto col fatto che, già solo per il poter mangiare ad ogni pasto, siamo dei privilegiati di primo livello.

    Ci sono cose che diamo per scontate, come sanità, eguaglianza sociale, libertà di parola e, spesso, un ampio margine di libertà d’azione, ma anche più basilari come il cibo, un frigorifero, l’alfabetizzazione minima, che in realtà fino a sessant’anni fa non erano minimamente assodate, certe o sicuro.

    Nel momento in cui si può spiccare il volo quando ci si sente pronti, è contemporaneamente meglio essere pronti il prima possibile e non tardare un momento di più…

    Credo che concetti come responsabilità e volontà dovrebbero venire rispolverati parecchio…

  2. nyoulisses ha detto:

    PS: mi faccio il pc. 🙂

  3. nyoulisses ha detto:

    – altra versione, anche migliore –

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Sugar and Cinnamon

A wholefoods blog showing the sweeter side of healthy eating

IL CASALINGO MODERNO ATTO SECONDO

(HOMELESS EDITION) economia domestica ed educazione sentimentale di un disoccupato con prole

la tana del riccio

..with my own two hands..

Tranquillissimamente

consigli e idee per per una vita tranquilla

Vivere Sostenibile

Soluzioni per un nuovo modello di Vita. Scrivici le tue a info@viveresostenibile.net

parlareavanvera

i mille volti della comunicazione: tra viral e flop

girati

Vorrei fermarmi un attimo a respirare, posso?

Dad's the way I like it

From Scotland. Living in Wales. Multilingual and trying to multi-task.

Sotto il livello del mare

Blog di una olandesa

La Tana

" Ama il prossimo tuo come te stesso ". Perché pretendere da me tanto cinismo?

Circolo Città Futura

Pensare globalmente, agire localmente; nel V Municipio di Roma

Offresi lavoro, ma non troppo.

alla ventura nella terra dei cachi

E' scientificamente dimostrato

Posti del Cosmo dove non sono mai stato

Farfalle e trincee

Sulla Via della seta, tra crisi energetiche e crisi esistenziali

XI XI in Cina

Esperienze, racconti e stranezze nel celeste impero

Diario di un ansioso

L'ansia raccontata da chi ci convive

RECENSIONI FACCIALI

meno parole, più facce!

Soldato Kowalsky

Valtellina, Cina, quello che capita - Dal socialismo scientifico al socialismo nerd

domande

le domande vengono prima delle risposte

vitadapendolare

sembrano traversi(n)e ma sono opportunità

Minimoimpatto.com: le pratiche ecosostenibili

idee e consigli su come essere eco-logici nella vita quotidiana

angolo del pensiero sparso

voli pindarici sulla caleidoscopica umanità

Music For Travelers

One good thing about music, when it hits you, you feel no pain (Bob Marley)

amoleapi

Blog, api, gechi, fotografie,fiori, ricette, famiglia

ECOarcobaleno

Solo chi Sogna può cambiare il mondo.

chayudao

tea encounters

Una mamma green

Un blog per mamme (e non solo) sempre in cerca di se stesse. Un blog per mamme libere dai condizionamenti e in contatto con il proprio istinto autentico

Un cremonese in terra islandese

Un cremonese in terra islandese

SEW KATIE DID

because thread is the best glue.

Africans in China

Cultural research about Africans in Guangzhou, and beyond

Giardinaggio Irregolare

Chi scrive di giardini deve sempre avere il coraggio di dichiarare le proprie opinioni

Zone Errogene

Ogni lasciata è vinta

Stories from the underground

Come vivere senza stomaco, amare la musica ed essere sereni

Disorientamenti

Soleil cou coupé

FreeWordsTranslations

Best Quality, Fast and Professional Translations from English, French and Spanish to Italian

VETROCOLATO

I MIEI PENSIERI SONO DI VETRO COLATO, NON CI STANNO PIÙ CHIUSI IN UN CASSETTO

la Polirica

La scelta è sempre tra una peretta gigante e un panino alla merda, fin dall' inizio del mondo la partita si è sempre giocata tra una peretta gigante e un panino alla merda, solo loro hanno la faccia tosta per fare politica!

Roberto Chessa

live your dream

Segreti e virtù delle piante medicinali

Alla natura si comanda solo ubbidendole. Francis Bacon, Saggi, 1597/1625

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: