(forse) Si.Può.(ri)Fare!

Vivere da sola in Italia, a 25 anni, con 450 euro al mese e a impatto zero.

20 cose che i veterosessuali dovrebbero capire secondo un’ipersessuale.

Questo post può generare ad ampie schiere di machi e donnette la sindrome dei sentimenti offesi. Se stai bene nel tuo mondo di cliché anni ’50 fatti di maschi alfa che portano il pane e il pene a casa e angeli del focolare con disturbi di tipo ossessivo compulsivo, non lo leggere o fallo a tuo rischio e pericolo senza rompermi l’anima con le amare conseguenze.

Ringrazio il blog Zone Errogene per aver pubblicato i due post, ovvero “Le verità che ogni donna dovrebbe conoscere” e “Le 10 cose che gli uomini dovrebbero capire”, senza il confronto – e l’abile mescolamento – dei quali non avrei mai sentito il bisogno di scrivere ciò che sto per scrivere.

Veteruomo VS. Veterodonna

– Avvicinatevi alle donne sempre con estrema prudenza e delicatezza. In particolare quando hanno il ciclo. Ne va della vostra sopravvivenza. Ma tiratela de meno ! [questa era in fondo ma l’ho messa qui per rispettare l’alternanza =) !!!!!]

– Gli uomini sanno che i culi veri hanno la cellulite. E la cosa non li turba. Rilassatevi: potete fare sesso con la luce accesa. Povero illuso. tu pensavi di fare una cosa carina dicendo questo? La Veterodonna ha storto il naso già alla parola CULO, perché è volgare, e ha smesso di ascoltarti alla parola CELLULITE perché interessata dal seguente flusso di “vetero-pensiero”: “Ecco, non gli piaccio. Non gli piace il mio sedere. Lo sapevo che non dovevo mangiare carboidrati a cena e devo iscrivermi in palestra e questo stronzo, però è carino, non ha capito che ho il ciclo o che non ce l’ho o che ce l’ho a singhiozzo e comunque culo non si dice …” e via sclerando. Ma non è colpa tua. Lei è stata programmata dagli ultimi cinquant’anni di tv e riviste del cazzo per essere così. Un giorno reagirà e, ascoltando l’intera tua frase, se non sei un cesso, ti salterà addosso all’istante.

Dove il veruomo, con evidente ingenuità, scrive:“No. Agli uomini non interessa minimamente l’abbinamento di colori tra mutande e reggiseno. In particolar modo nell’intimità.” la veterodonna veteroistruita risponde:“L’abbinamento reggiseno mutandina è questione di ordine e buongusto. Se pensate che sia superfluo lo è anche la depilazione. Quindi munitevi di machete la prossima volta che le sfilate il perizoma.” Va bene, hai letto il catalogo di Intimissimi in edizione commentata da Lori Del Santo, e hai speso metà del tuo stipendio per trovare il giusto abbinamento ad ogni mutanda del cassetto. Potevi investire invece il tutto in una depilazione definitiva, perché il fatto di imputare al veteruomo la tua ripugnanza per i peli … mi sembra un po’ ingenuotto. Dopodiché, ricordati che in realtà avete lo stesso obiettivo, sissì, tu e lui, e non è raggiungere l’estetica con “ordine e buongusto” … ma farvi una sana scopata, magari con la luce accesa.

–  No, ruttare e scorreggiare non vi  rende più machi  e solo Marlon Brando poteva permettersi la canotta a coste. Anche macchiata. Gli altri uomini no. Ruttare e scorreggiare sono azioni naturali che, ohibò, compiono anche le donne quotidianamente. Trarre piacere da questo dono della natura aperto e gratuito è una sottile arte che, tuttavia, solo poche veterodonne conoscono e padroneggiano. A me personalmente fa molto più schifo un unghia finta … o dieci. A molti veteruomini ruttanti la donna ruttante mette soggezione. Se tate con uno di questi individui, scappate a gambe levate, un giorno avrà soggezione del fatto che lavorate o che indossiate la gonna anche se lui non è presente e, preda della soggezione, vi porterà al sicuro nella caverna trascinandovi per i capelli. Quanto alla canotta, ragazze mie, ma che ve frega? Concentriamoci una tantum meno sull’involucro e più sul contenuto.

– Per gli uomini i preliminari e le coccole del dopo sono come le tendine alle finestre: se ci sono bene, ma se ne può fare tranquillamente a meno. Sì, magari. Gli uomini-colla esistono ! E andrebbero rieducati in Siberia, per i danni che fanno rendendo le donne coccola-dipendenti. Ed esistono anche quelli che prima che tu gliel’abbia data ti stanno così addosso con le coccole, ma COSI’ addosso che ti viene il dubbio di avere a che fare con un undertwelve* o con uno che ha letto il Cioè più di voi per elaborare una strategia a colpo sicuro. Ed esistono, infine, quelli che se eviti i preliminari e vai al sodo ti tengono a parlare tutta la notte perché pensano di essere cornuti o che tu stia per lasciarli o stronzate simili, solo perché si sentono defraudati del loro ruolo di pistonatori mascherati.

– Per le donne  i preliminari  prima e le coccole dopo sono come il sale nel sugo. Se c’è bene; se non c’è cambiano ristorante. DIPENDE ! Non è sempre così e non lo è per tutte. Per molte è, ancora una volta un ruolo indotto o un deterrente che funziona molto meglio della scusa “ho il mal di testa”. Quando beccherete un uomo-colla o un lettore di Cioè o uno dei mostri sopra-descritti, rivedrete le vostre posizioni.

– Dire “no” a un uomo sperando che capisca “si” (o viceversa) è come dare un bastone a un Pitbull sperando che ne ricavi una Madonna intarsiata. Che piange. Vuoi che la tua donna smetta di farlo ? Prova a farlo tu con lei. Dille sì al posto di no, poi incazzati, non scoparla nemmeno per scherzo per una settimana, rinfacciagli la sua sconsiderata mancanza di tatto e sensibilità PER ANNI. Scommetti che non lo farà più ? Ecco, scommetto che dopo il “non scoparla” hai smesso di leggere. Diamine, sei senza speranza.

– Scarpe e borse sono sempre e comunque poche, indipendentemente da quante già  una donna ne possiede; non chiedetevi a cosa le serva una nuova decolleté tinta champagne se già ne ha una tinta tortora, non lo capirete  mai. Ah, questa non la capirò mai neppure io. Gesùssanto. A parte le amiche a raffica che magari non mangiano e non vanno al cinema per un mese perché non hanno soldi e poi le vedi comprare tre paia di scarpe come se niente fosse. Mimadre ha un’armadio INTERO pieno di scarpe di cui alcune sono IDENTICHE. Un giorno ha detto piagnucolando – sapremo che la veterodonna si è digievoluta a iperdonna quando non piagnucolerà più – che le sarebbe tanto piaciuto andare in Olanda ma che non aveva soldi. Io ho riso da sola, poi sono andata a prendere i suoi ultimi quattro acquisti scarpiferi (ben oltre i 400 euro) e indicandoglieli a turno ho detto “Volo, pernotto, cena fuori”. APRITI CIELO. Abbiamo litigato per giorni e da quel momento a me è interdetto l’argomento “scarpe” pena il taglio della lingua. Penso di essere stata chiara sul problema da risolvere.

– Quando un uomo alla domanda “cosa pensi?” risponde “niente” è proprio così. Ma questo vale anche per le donne. Anche qui c’è un mito da sfatare su cui si è costruita tanta di quella letteratura … Se pensi che sia necessario farla smettere, dille che non è necessario che lei pensi “sempre a qualcosa”. Litigherete. Poi chiedile continuamente cosa pensa per coglierla in fallo. Litigherete ancora. Oppure cederà. Ma sai che palle e che ansia non avere mai la mente libera? e poi ci iscriviamo a yoga e meditazione per rilassarci. Ma grazie al cazzo.

– Per una donna dire “no” a un uomo sperando che capisca l’evidente  “si” che sottintende ( e viceversa) è come  pretendere che lui  capisca l’utilità di abbassare la tavoletta del water. Lo sai che hai dei problemi GROSSI, vero ? Se la risposta ad una certa domanda è sì, PERCHECCAZZO devi dire no ??? Curati !!!

– Quando rispondete “niente” a un uomo che vi chiede “cosa pensi?” lui sa che non è così, ma si guarderà bene dal capire cosa c’è dietro quel “niente”. Si chiama istinto di sopravvivenza./ Quando un uomo alla sua donna chiede “cosa c’è? ” e lei risponde “nulla”, le possibilità sono  tre: 1)  si sta chiedendo quanti giorni ha di ritardo 2) è incazzata da bestia perché lui non s’è accorto che lei ha cambiato taglio e colore di capelli, o s’è scordato del compleanno/anniversario/onomastico ecc… 3) pensa alla favolosa  nottata di  sesso passata… non con lui. Bravi, non indagate. Qui c’è un evidente problema di comunicazione biunivoco e reciproco. Veteruomo: non ti crede nessuno, a te non te ne può importare meno di cosa pensi la tua veterodonna. Anche perché concepire il verbo “pensare” ti richiede un tale sforzo che subito dopo cadresti in un sonno profondo … altro che domande e risposte. Veterodonna: se hai un ritardo, dovresti dirglielo; se ti sei tagliata i capelli non gliene importa un cazzo a nessuno, esatto, nemmeno alle tue amiche, loro lo notano perché così vuole l’etichetta e perché stando al cameratismo dovrebbero esserci per farti sentire meglio; se è il vostro anniversario e lui non ha dato segni di presenza vuol dire che neppure tu gliene hai dati oppure che la cosa per lui non è fondamentale, il che, a fronte di una relazione soddisfacente, mi sembra più che legittimo. In quanto al tradimento, se lo fai per repicca sei triste, ma se lo fai perché ti sei stufata di lui e ne cerchi uno con cui rimpiazzarlo prima di lasciarlo perché stare sola ti fa troppa paura … c’è bisogno di aggiungere altro ?

– L’acqua, come tutti i liquidi, evapora. In parole povere: se ne va da sola, prima c’è e dopo non c’è più. Se fissate una goccia d’acqua sufficientemente a lungo la vedrete sparire. Quindi: non serve asciugare il box doccia dopo aver fatto la doccia. Questo è un assioma così ovvio che non andrebbe neppure discusso in pubblico. tra l’altro questa cosa non l’ho vista fare davvero a nessuno in vita mia. e meno male ! Perché da qui a phonare l’ombrello nei giorni di pioggia il passo è breve.

– Gli schizzi sul vetro del bagno non sono dovuti alle vostre performance erotiche, ma al dentifricio spatarato(*) quando vi lavate i denti. E questo lo noti perché sei pazza e non hai un cazzo d’altro da fare che mettere vetri a cazzo nel bagno, notare che sono sporchi, incolpare un essere a caso che non sia in grado di difendersi (se fossi single sarebbe il cane), pulirli perché nessuno lo fa meglio di te e comunque sei tu quella che l’ha notato e piagnucolare perché “L’ho dovuto pulire io”. Di nuovo, puoi guarire se ti affretti ad andare da uno psichiatra.

– Checché ne dica, nessun uomo vi accompagna a fare shopping per piacere suo. Lo fa per sottomissione, ottenuta con anni di matrimonio, o per scoparvi. Pur non facendo shopping per principio, questa cosa la so anche io. Però non vi dico perché la donna vi accompagna alla partita. E’ troppo divertente vedervi stramazzare al suolo quando e se lo scoprite da soli.

– Il frigo che si riempie di cibo, le mutande che passano dallo stato “buttate per terra” allo stato “ripiegate nel cassetto” e il bagno  pulito non sono fenomeni magici e inspiegabili che prescindono dalla comprensione umana. Infatti nella convivenza in generale e in quella di coppia in particolare ci si dividono i ruoli. PARLANDO ! Io e il Miomone ci siamo invece equamente divisi le mancanze: io trovo magicamente i vestiti puliti e piegati, però pulisco il bagno; lui non è in grado di mettere su un pranzo con il frigo pieno, ma d’altra parte esce volentieri a fare la spesa per avere sempre disponibili i cinque ingredienti di base della sua dieta; io lascio una scia di merda e disordine ovunque passo e lui la pulisce, ma una volta all’anno le pulizie intensive le faccio io. E ci stramiamo da oltre cinque anni,

– Non è col caffè a letto, non è con un bacio, non è con due parole dolci nell’orecchio  La migliore sveglia possibile per il vostro uomo è sempre stata, è, e sempre sarà con un pompino./Non è col caffè a letto, non è con un bacio, non è con due parole dolci nell’orecchio …La migliore sveglia possibile per la vostra donna è, e sempre sarà, una scatoletta contenente un  brillino da 2 carati. Ancora una volta: parlatevi ! Veteruomo: non faresti un soldo di danno  puntare la sveglia un quarto d’ora prima e dare il buon esempio. Una nuova veterodonna lusingata e soddisfatta ti spolperà vivo il mattino seguente. Oppure scoprirete di stare con una suora mancata che ha più complessi del Primo Maggio … al che raccogliete i vostri averi, sigillate l’appartamento e chiamate la croce verde. Veterodonne: Conosco schiere di donne che sarebbero contente di un coglione che spenda centinaia di euro per comprare un minerale raro estratto da schiavi neri che non supereranno i quarant’anni per due motivi: 1) Ho scoperto che è un coglione prima di impegnarmi troppo in questa relazione. 2) ‘sto coso me lo vendo di corsa e vado ancora più di corsa a farmi ammazzare di massaggi al centro benessere thai.

*L’undertwelve è un uomo che ha la sfiga di avere un uccello che, nonostante l’erezione non raggiunge i dodici centimetri. Propongo un referendum popolare che dia la possibilità a questi uomini di farsi la plastica all’uccello per non costringere le donne a ripetere la bestemmia bugia più radicata d’occidente “Ma no, tesoro, le dimensioni non contano”.

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Il Postapposta: quale acqua è PIUMMEGLIO ?

Mare vicino Grotta Azzurra
Vi metto di nuovo il mare degli Infreschi in apertura perchè si parla d’acqua !
I miei numerosissimi e affezionatissimi FANS non fanno che dare meravigliosi spunti a questo mio piccolo angolo di rete: grazie, siete impagabili almeno quanto me eqquindi né io né voi mangeremo mai sul SiPuòFare !
Epperò devo ringraziare il nostro celeberrimo Tea Mastah per aver dato l’abbrivio ad una nuova e pericolosa categoria: Il Postapposta ! Funziona così: voi mi lasciate/mandate un messaggino su un tema che vi sta a cuore, un argomento non trattato o uno di quelli – innumerevoli – che ho detto di voler trattare e che poi non ho più menzionato. Ecco qui la prima richiesta di una lunga serie:
Carissima,
come stai? Come procede la tua vacanza con i tuoi?
Io sono solo a casa questa settimana e un po’ si studia, un po’ faccio tirocinio.
Ti scrivo per porti un quesito di natura ecologica su cui penso tu possa aiutarmi! Come sai per il tè che bevo ho bisogno di acqua leggera e quella di Roma non lo è. Ci sono diversi modi per ottenerla e fin ora mi sono sempre affidato all’acqua in bottiglia, di cui però mi sono sempre sentito in colpa nei confronti dell’ambiente. Recentemente sono passato alle bottiglie biologiche (di quelle che si buttano nell’umido e si degradano “in 80 giorni”, dicono) pagando un po’ di più (una bottiglia costa 50 centesimi) ma recentemente ho realizzato che comprando una di quelle caraffe filtranti potrei risparmiare di più… ma non so quanto ne beneficerebbe il globo terrestre! Tu che sei informatissima, pensi siano più ecosostenibili le bottiglie biologiche o la caraffa filtrante con i filtri da cambiare mensilmente? Come si smaltiscono questi filtri poi? C’è qualcosa in commercio che sia eco-friendly?
 
Intanto ti mando un abbraccio e spero di rivederti presto! Abbiamo un’estate da cominciare io e te! 
 
Ciauuu
Fantastico. Tralasciando le informazioni sulle mi vacanze che il prode Alex ha ricevuto ieri accompagnandomi a comprare un orpello per il post della prossima settimana: la risposta è … non ne ho la più pallida idea ! Ma posso ricercarne ad hoc per il mio amichetto stupendissimo.
Vediamo per prima cosa QUANTO sono sane/ecologiche/economiche le nostre due varianti e poi cerchiamo eventuali alternative.
Acqua filtrata: una relazione del 2012 redatta dal Ministero della Sanità ha bocciato l’uso delle caraffe filtranti per una serie di motivi. In primis si sono occupati di escludere una aumento di “purezza” dell’acqua filtrata perché i filtri non fanno che modificare le proprietà organolettiche del liquido trattenendo una serie di minerali che servono all’organismo e rilasciando ammonio che, a lungo andare altera anche l’effettiva potabilità dell’acqua, quindi bisognerebbe cambiare i filtri con una certa frequenza. Le prescrizioni del Ministero per l’adeguamento dei filtri sono state sancite circa un anno fa … emmò ? Ne avevano fatta una biodegradabile nel 2011, ma non ha passato il test … ora ce n’è una con il filtro compostabile prodotta in America dalla Soma, ma deve arrivare da laggiù e oltre al filtro è fatta di plastica alimentare biodegradabile che viene prodotta in Malesia e poi se ne torna volando negli USA. Insomma, poco sane e difficilmente verdi … senza contare che l’iniziale spesa di una ventina d’euro viene rincarata ogni due mesi circa per il cambio di filtro.
Acqua in bottiglie biologiche: sembrano la soluzione a tutti i mali del mondo. Tuttavia vorrei segnalare questo articolo che smaschera – e non è il solo – almeno parzialmente la sostenibilità del prodotto. Il problema principale è lo smaltimento di questo materiale sconosciuto alla maggior parte degli impianti e che non si può classificare né come plastica né come compost. Non mi risulta che esistano bottiglie in plastica riciclata, che sarebbero già ben più accettabili …
Altro
Il fagiolo d’acqua: un’azienda giappa ha brevettato un filtro biodegradabile che si inserisce direttamente nelle bottigliette o nelle borracce, dura sei mesi e … non è ancora stato messo in produzione per carenza di fondi. Ma potete aiutarli anche con solo due euro ancora per 25 giorni su indiegogo.
Le resine a scambio ionico: esistono, servono per rendere l’acqua meno “dura” ma non sono riuscita a raccapezzarmi sui costi e l’effettica “verdità” … però so che non si tratta di soluzioni definitive perchè vanno anche queste cambiate alcune volte al mese.
Quindi la questione è tutt’altro che conclusa. Come al solito c’è da considerare la soluzione meno peggiore a fronte dell’inesistenza di quella migliore. Tuttavia ci può forse tornare utile l’arte del compromesso: si può decidere si usare una di queste soluzioni incomplete per i tè che lo “richiedono” e  l’acqua di rubinetto per i tè meno pregiati o per quelli con un profilo più deciso che può quindi “coprire” il retrogusto minerale dell’acqua romana … insomma, si può fare il possibile in attesa che qualcuno ci dia la possibilità di fare la scelta migliore.
Oppure, Ale-caro, data la tua naturale inclinazione ed eccellenza nella scienza … potresti pensarci tu !
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