(forse) Si.Può.(ri)Fare!

Vivere da sola in Italia, a 25 anni, con 450 euro al mese e a impatto zero.

Una vegetariana al tex-mex … HO UN LAVORO !

Cos’è il TEX-MEX ? Clicca per scoprirlo !

Nuovo lavoro, giorno uno (ieri). Ebbene sì, a nemmeno tre settimane dal mio post sulla ricerca di soldi, mi cimento già in due turni da cinque ore in questo tex-mex dal volto italico con oltre cento tavoli e innumerevoli impiegati. Ottimi colleghi e bella atmosfera per chi non vive nell’ansia di sentirsi dire “Brava” da una signora-troll di duecento chili con la barba fatta di fresco (una delle cape, che però con me è molto gentile).

Da una parte sono orgogliosa, o meglio conscia della mia sfacciata fortuna. Il precariato, la cosiddetta “flessibilità” mi stanno sfamando ! Mentre si inspessisce giornalmente la letteratura che concerne i NEET io sono l’esempio di un acronimo opposto che ancora non è stato inventato (si cercano proposte), lo YesMan de noantri … sia studio che lavoro. Ah, c’è sempre più gusto ad andare contro, corrente, a mio parere !

Ma il problema è che probabilmente basterà e questo lavoro non sarà una cosa passeggera … almeno, non quanto credevo io.  Come spiegavo a Giulietto via mail:

A) Ho scoperto che i miei genitori avevano messo da parte 12.000 euro per far studiare me e mia sorella e che nonostante io abbia loro chiesto milleequalcosa euro l’anno (tasse e libri) da quando mi sono trasferita, loro “non avevano pensato” ad implementare il montepremi. Quindi, secondo loro, io sarei dovuta vivere a Venezia e studiare senza lavorare, così alla fine del percorso di studi avrei avuto la bellezza di zero euro (perché 12.000:2=6000=quello che spendo io in un anno) per iscrivermi ad un master. PER FORTUNA CHE NON GLI HO MAI DATO RETTA !!! Adesso mi ritrovo tutti lì i 6000, per fortuna … ma nient’altro che quelli e il master meno caro che ho trovato costa 4900 euro SOLO DI TASSE !!! Ergo …

B) DEVO LAVORARE … ma non un partime tranquillo: nella peggiore delle ipotesi (leggasi la SOAS*) dovrò far cascare dal cielo circa altri seimila di tasca mia per pagare tutta la retta e vivere a Londra. E quindi giù a turni da dieci ore !

Ecco, devo confessare che a questo proposito mi sento abbastanza incompresa. Dai jenitros nati in tempo di boom economico che non si raccapezzano sulla gestione ottimale del denaro … al momento stanno cambiando il salotto, per dirne una, e le finestre in alluminio no. Ma anche dal coetaneo medio … Il 25enne disoccupato, il NEET, lo studente mantenuto e – mi sembra – rigorosamente tutte le categorie di cui io non faccio parte sono in buona compagnia. Io mi sento piuttosto sola. Sono pochissime le persone che capiscono e rispettano il mio modo di agire, così poche che forse anche il plurale è inappropriato … ma un mio simile qui a Venezia, qui in Italia, dal vivo, con cui confrontarsi sulle difficoltà comuni, non lo trovo proprio. E ci soffro un bel po’.

Come mi è spesso successo mi ritrovo a darmi una pacca sulla spalla, offrirmi un bicchierino o qualche vizietto e a ripetermi con tono pacato che le mie scelte hanno un senso, che sono giuste, che non potrei agire altrimenti senza fare profondamente torto alla mia natura e allo spirito dei miei 20 che giammai dev’essere tradito.

Ora vado, che attacco alle 11.30 e faccio due turni come ieri.

* prima o poi farò un post intitolato “Checcazzo studio”, così capirete tutta una serie di cose.

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Primo stipendio: aforismi … e un mazzo tanto !

Stipendio

E’ arrivato !

E’ arrivato la busta paga dei miei 15 giorni lavorativi di ottobre, e indovinate un po’, è più di quanto mi aspettassi ! Voglio dire, si parlava di millecento al mese, ma se non vado errata il doppio di quanto ho preso ora è un po’ di più di milleccento … In più ho maturato ben 14 ore di ferie e altre simpatiche cifre fiscali che ho iniziato a vedere solo dall’anno scorso. Con tutto il bene che voglio a Roma, lì non s’è mai vista una busta paga così … a pensarci bene non s’è mai vista una busta paga degna di questo nome.

Ebbene, anche se questo stipendio riguarda il mese di ottobre, ormai è già un mese che lavoro lì. Mi trovo benissimo con i colleghi, il capo non l’ho mai visto e non ci tengo più di tanto e con i clienti mi faccio un sacco di risate.

Queste le frasi migliori del mese (tradotto) idealmente finiscono tutte con “…”:

L’INCREDULA

– “Perchè qui vendono tutti maschere ?” 

– “Beh, perchè siamo a Venezia, signora.”

– “Ah … avete una qualche occasione in cui si usano queste maschere ?”

– “Ma certo, c’è il Carnevale.”

– “Davvero ? E quando ?”

– “A febbraio, dura per una settimana.”

“Ma dai, una settimana, non abbiamo niente del genere a NY !”

LO SCONTO

– “Sono settantanove centesimi, signora.”

– “Me lo fai lo sconto?”

LO SCONTO PREVENTIVO ALLA CINESE

– “Buongiorno, prego, entri pure.”

– “Sì, me lo fai lo sconto.”

IL TAXI

– “Sa dirmi dove posso prendere un taxi ?”

– “Un water-taxi ?”

– “No, no … una macchina ?”

– “Scusi, ma da quanto tempo è arrivata qui, signora?”

– “Da ieri.”

– “E quante macchine ha visto ?”

IL BUON GUSTO

Signora con bracciale plasticone orribile: “Prendo questo.”

IO: “Guardi, signora, per lo stesso prezzo può prendere quello fatto con vetro di Murano. Le faccio vedere.”

Signora: “Mannò … questo qui è pacchianissimo … prendo questo, è così fine.”

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Un CV al giorno toglie l’indigenza di torno.

Biscotti a spirale cotti1

Pasta frolla bianca e al cacao arrotolate e tagliate a fette: simbolo della “perfetta” spartizione della sottoscritta tra studio e lavoro.

Ho voluto aspettare almeno una settimana, prima di ufficializzare la cosa. Per sicurezza. Come quando le signore incinte aspettano il terzo mese di gravidanza per dare l’annuncio ad amici e parenti. Per sicurezza.

Ed eccoci qua: ho un lavoro.

… e uno di quelli veri. Sei giorni su sette, sei ore giornaliere (con appuntamento la sera prima), contratto di apprendistato con mutua – che non so ancora tanto come funziona – e ferie pagate e milleeccentonetti al mese. Faccio la commessa – non vi immaginate chissà cosa – in un negozio di maschere i cui prezzi vanno da 19 centesimi a 1200 euro. Giusto in tempo, dato che le mie finanze attuali ammontano a circa 10 euro in più del costo del prossimo affitto !

Da un lato mi vergogno un po’: sono in un paese in cui la disoccupazione giovanile cavalca … e io trovo lavoro dopo nemmeno un mese di ricerche, mandando non più di un contratto al giorno – in media, dato che non avevo internet – e dopo un solo colloquio.

Il contraltare, tuttavia, ridimensiona un po’ la mia odiosaggine: potrò lavorare senza problemi per i primi due mesi, poi dovrò decidere cosa fare dato che iniziano gli esami e ci sono le feste natalizie che non sono neppure vagamente contemplate dal calendario lavorativo del mio luogo d’impiego. Per quanto riguarda gli esami in realtà va abbastanza bene: se glielo comunico per tempo mi assegnano il giorno libero settimanale quando dico io; ma è la questione Vigilia Natale che pone una questione di tabù familiari conclamati. Beh, ho ancora tempo per pensarci.

Per il resto sto sperimentando una nuova posizione: io sono l’immigrata. Al lavoro sono l’unica italiana. Ci sono un sacco di russe, moldave e ucraine, una turca, un’albanese e una ragazza nera come la pece che immagino sia africana, ma non ne sono sicurissima perchè l’ho vista una volta solo per pochi minuti … magari è di Benevento ! La lingua lavorativa è il russo, almeno per i “comandi essenziali”, che mi vengono tradotti poco dopo in italiano, spesso in un sussurro. Ah, e quando ho detto che ero di Roma hanno deciso che ero romena e lo sono stata, nell’imaginario collettivo, per un paio di giorni.

Però, si può dire “da brava immigrata”, mi trovo molto bene al lavoro ! Innanzitutto perché ce n’è, ce n’è tanto, in regola e ben retribuito. E poi perchè sono stata accolta benissimo da tutti quanti, soprattutto dalle signore più grandi che non mancano mai di allungarmi consigli utili e caramelle moldave dal contenuto calorico di un barattolo di nutella fritto. Ma anche le altre ragazze, dopo un po’ di diffidenza iniziale, mi hanno fatto un sacco di complimenti.

Adoro lavorare.

E … piesse … ho chiesto la tesi e l’Uomodellalaguna ha detto sì.

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Ritorno all’ADSL, a Roma e al dorato mondo del lavoro.

Parco dei 7 Acquedotti. Roma.

Ho molto da farmi perdonare in quanto ad assenze. Recuperiamo in settimana: mi impegno ad aggiornarvi con un post al giorno. Mi giustifico con la scomparsa dell’ADSL, il rimpatrio romano e la prima settimana di lavoro. Ebbene sì, lavoro. Totalmente a culo come sempre.

Ve lo ricordate? A maggio avevo fatto dei colloqui, ero incappata nel simpatico santone vestito da Gesù. Fortunatamente avevo sostenuto altri colloqui, tra cui uno in cui mi era stato detto di avvisare nel momento in cui sarei stata libera di trasferirmi a Roma e iniziare a lavorare. Così, appena finiti gli esami, ho mollato Venezia e sono andata a Trieste pensando di farmi almeno una settimanella di Costa dei Barbari e sole integrale con spedizione di curricola a nastro. E invece sabato sera, dopo la monopolata dai croati ho mandato la mail senza crederci troppo e il giorno appresso, di ritorno dal mare in autostop con un’amica tedesca che pulisce il mare tuffandosi a bomba dagli scogli, trovo la mail di risposta: “Bene: inizi questo martedì”.

Ebbene, lavoro. Faccio la dialogatrice part-time per una società che si occupa di fare informazione su temi sociali: ultimamente si occupano di abbandono/adozione di cani. Non è un lavorone, ma è onesto (ho già firmato il contratto), più o meno ben retribuito, le colleghe sono delle tesore, il capo è simpatico e mi ha dato già un paio di consigli funzionanti … Faccio “Foundrising”, certo, offro sconti e premi di adozione in cambio di offerte libere o meno. A fine mese mi aspettano da un minimo di 500 a un massimo di 2000, a seconda delle quote (13 euro l’una) che raggiungo. Se avete cani, gatti o voglia di adottarne su tutta Italia, ma in particolare su Lazio, Umbria e Toscana, contattatemi !!!

Colgo l’occasione per ringraziare Lotjina che mi ha assegnato un premio e vorrei approfittarne per rispondere alle sue 11 domande, che mi sembrano estremamente interessanti !

1. Cosa facevi un attimo primo di scrivere questo blog? Lavoravo.
2. Il tuo documentario preferito? Difficilissima … ora mi viene in mente “The Corporation”, ma mi pentirò di averlo scritto tra un minuto.
3. Perché scrivi un blog? Per vedere se si può fare o no !
4. Se ti dico amore, cosa mi dici? Miomone.
5. Perché non partecipi a cucinaecondividi.it? Perchè al momento non sto a casa mia … =(
 6.Se potessi scegliere, dove ti piacerebbe vivere e con chi? A Trieste, a Roma, a Napoli, a Catania, a Varanasi … basta che sia in un cohousing con almeno quindici tra le persone che mi vogliono più bene.
7. Le tue 3 priorità nella vita. La pace, il verde, l’amore.
8. Il tuo libro preferito. Corpo Celeste della Ortese, che cerco di recensire da mesi !
9. Quale lingua ti piacerebbe imparare? Una lingua slava.
10. A quale NGO daresti 10.000 euro se vincessi la lotteria? Ad Amnesty, Greenpeace ed Emergency.
11. Qual è tuo lavoro da sogno? Uno a caso nell’ambito della difesa dei diritti umani.
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Spionaggio industriale pre-contratto: er solito culo !

Tanto puzza uguale.

Tanto puzza uguale.
(potete condividerla da Flickr, se vi pare !)

Sembra che il Pianeta Lavoro abbia una gran voglia di sovvenzionare la mia categoria Machéddavero? con episodi grotteschi, esilaranti e … SEMPRE NUOVI !

Dopo coloro che ti pagano con crediti per l’affitto di taxi di lusso perchè, tanto ormai, TUTTI vogliono emulare quel premio Nobel della Pina … cheppoi quando rappava mi stava pure simpatica … mbè … è arrivato per me il momento della prima settimana di prova lavorativa presso una sedicente Fondazione benefica occupantesi – neologismi in libertà ! – di formazione, cooperazione e sviluppo nei PVS, educazione primaria con metodo Montessori … tutto molto bello.

Partecipo al primo colloquio di gruppo e a quello individuale e vinco una settimana di prova pagata. Mi armo di Blablaviaggio e arrivo a Roma domenica sera pronta per iniziare. Ci si vede dopo pranzo in una piazza del centro, si prende un caffè offerto da uno dei veterani, si monta il banchetto di cartone, vengo agghindata di tutto punto con pettorina e braccialetto e diamo il vio alle mie due ore di “osservazione”.

La retorica è più o meno quella classica, con qualche sbavatura melensa e frase fatta. Ad un certo punto mi viene chiesto di provare a buttarmi solo per fermare la gente e passarla ai veterani e io, complice la faccia a culo e il culo sodo della principiante, riesco a convincere un ignaro ragazzetto di origine casablanchese a fare una donazione mensile di 20 euro finchè vorrà. Baci e abbracci, mado’ che brava, ce l’hai nel sangue … tutto molto bello.

A fine “turno” mi viene dato un simpatico plico da iniziare a sfogliare per prepararmi a rispondere con più cognizione di causa ai miei interlocutori. La sera a casa, illuminata dalla giallognola lampada a muro mi metto a sfogliare ‘starobba e il mio angioletto scassapalle, che ha casualmente un accento siculo e le sembianze di Pif, inizia a obiettarmi il linguaggio utilizzato e a sottolinearmi a tinte forti quello che non c’era scritto. Le parole chiave, in approssimativo ordine di presenza erano: leader, successo, speciale, straordinario, cuore passione, bimbi, emergenza. Il linguaggio era simile alle melensaggini che avevo sentito durante il turno: registro da bambina di quattro anni cresciuta a pane e mini pony. Ripeto: molto bello.

Vado a dormire convinta di sognare mostri dagli occhi a cuore e, il mattino seguente, oriento una seconda session di spionaggio industriale, non più alla Fondazione in sè, ma alle gesta del fondatore: Patrizio Paoletti.

Ebbene, ecco i risultati della mia ricerca (Fonte principale: Centro Studi Abusi Psicologici … il che dice tutto …): il Paoletti se ne va in giro per l’Italia a fare seminari a pagamento sulla Quarta Via in tunica bianca e mantello rosso – plagio gesùccristesco – in cui ci dice che siamo persone speciali che devono essere leader di se stessi per poter vivere appassionatamente e lasciarsi illuminare verso il paradiso grazie alle filosofie di Gurdijeff. E fino qui lo invidio, perchè pare faccia tutto ciò senza farsi di LSD. Il fulcro dell’autopromuoversi è quello di iscriversi ai suoi corsi a pagamento a cui accedi solo se sei VERAMENTE straordinario, ovvero se paghi. A questo punto devi dimostrargli il tuo stato di fedeltà, leggasi abnegazione, e lui te ne dà la possibilità assegnandoti delle prove estremamente edificanti quali andare in giro con le scarpe spaiate, prendere il caffè al bar ed uscire senza pagare. Se sei abbastanza sopra le righe accedi alla cerchia più ristretta del Maestro e puoi arrivare perfino a vivere con lui nel suo podere di Assisi. E via gooooglando …

Ed ecco il mio risultato: mi sono inventata la palla del secolo, gli ho restituito baracca e burattini e sono fuggita a gambe levate.

… e ritornammo a spammar curricola.

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Lavoro pagato con … Machèddavero ?

Signori miei, questa ve la devo proprio raccontare !

Nell’ambito della ricerca lavoro se ne vedono di stranezze, bizzarrie, oscenità, barzellette e prese per il culo … MA QUESTA ! Paresia davvero il momento di inaugurare una categoria autonoma per fortunata serie Machèddavero !?

Stavo lì a spammare curriculum su un kijiji o un bakeca qualunque, quando rispondo con la verve di una Prestigiacomo di primo pelo ad uno dei tanti annunci per promoter da eventi saltuari.

Dopo pochi minuti tal Cristina, mi risponde testualmente:

“Ciao,

ecco qualche dettaglio sul lavoro: si tratta di eventi come serate o concerti, l’impegno orario è di 2 ore a sera e sono ricompensati con 50/75 crediti UBER per serata. Cioè come dei buoni taxi ma in auto di lusso con autista: mercedes, bmw, audi
http://blog.uber.com/2013/04/08/la-pina-viaggia-con-uber/
in realtà l’impegno è di massimo due ore, perchè se mi fai 10 registrazioni in 5 minuti puoi andare anche subito via!

Raccattato il mento e le braccia, rispondo:
Ciao, no scusami, ma ho bisogno di un lavoro di quelli con con cui poi paghi l’affitto e le bollette. Con il taxi di lusso ci faccio proprio poco …

Arrivederci.

Maddecheàooooo ?!

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Dopo il curriculum creativo … il curriculum CRETINO !

[Sto cercando lavoro a Roma per l’estate essiccome va tanto il curriculum creativo, ho deciso di elaborare la mia versione: il curriculum CRETINO.]

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Bella presenza.

Nome e cognome: SCassandra ALverde

Età: 24

Nazionalità: cittadina del mondo anti-confini, bandiere e affini. Terrestre quando sobria.

Formazione: autodidatta tuttologa e dalle letture variegate fino alla quinta superiore, snobbando del tutto o quasi l’offerta formativa: maturità scientifica con 76 e debito fisso a matematica, fisica e chimica (storico fu uno 0.5 al compito scritto di quest’ultima materia). Si appassiona a fasi persistenti di politica, musica (teoria e solfeggio in conservatorio; piano e basso elettrico altrove), disegno, fotografia, cucina, danze varie (classica, moderna, hip hop, flamenco …), letteratura, arte, diritti umani, globalizzazione, giornalismo, viaggi, fai-da-te … Per la foga di voler far troppo, alterna abbuffate monotematiche a buffet variopinti delle suddette attività. Si butta sul versante universitario asiatico con mire umanitarie e le viene risposto, tra l’altro, che “Esistono le razze … quella gialla, quella nera e quella bianca”. Ergo nuovamente tuffo acrobatico verso l’autoistruzione o, meglio, quella collettiva, “da strada”, salvo laurearsi tre anni dopo con un 106. Ci riprova in specialistica ma finisce per confluire in studi filantropici applicati e il versante asiatico rimarrà un capitolo di approfondimento a titolo autonomo. Per il resto si vedrà.

Esperienze lavorative pregresse: se a sei mesi non voleva essere imboccata dai genitori, a 14 non voleva soldi da loro … quindi inizia con il babysitteraggio selvaggio, per poi passare a quello di massa nei centri estivi, camerierato, commessato, inventariato, baristato, intervistatrice telefonica, segretaria/assistente, lavori d’occasione come quello memorabile da spaventapasseri sul Lungo Tevere, ripetizioni di inglese, call-center, front-desk, impiegata all’ufficio assistenza di un’università telematica. Aòh, ma te credo chemmesento vecchia !

Capacità e competenze: fuorvianti e stakanovistiche

– Lingue: romano, italiano, inglese, cinese e spagnolo.

– Tenniche: internettatrice, patentata ECDL con simpatia e utilizzo domestico di OS liberi Linus/Ubuntu. Bloggatrice.

– Arti: canti, balli e strimpellate.

– Pubic, ehm … public relations: io e i figli dell’amore eterno abbiamo fatto questo certo tipo di scelta per cui viviamo a contatto con i boschi, i prati, gli uccelli e tutta questa gente qua (cit.).

Patenti: patente B con riluttanza.

Altre informazioni: vegetariana, ex-maniaca-ossessivo-compulsiva dell’ordine, hippie.

Datemi un lavoro UN SACCOBBELLO ! Oppure adottatemi !

Chessennò l’anno prossimo non posso continuare a scrivere cambiando obiettivo e iniziando la fase 2.

Lavori che vorrei fare quest’estate: un part-time o un full-time ben pagato (dai 7 all’ora in su), dovrei tirare su almeno 1500 euro da giugno a settembre. Il massimo della vita sarebbe lavorare in uno stabilimento balneare a Ostia, meglio se uno di quei baracchini di legno sulla spiaggia libera. Oppure vorrei piantare alberi e fasciare zampette ai caprioli in un parco naturale. Oppure vorrei fare foto o scrivere … di qualsiasi cosa. Oppure vorrei leggere libri ai cechi per otto ore al giorno. O sguatterare nella cucina di un ristorante vegetariano. Oppure vorrei lavorare in un’ufficio qualsiasi a fare qualsiasi cosa, magari vicino ad un parco o in un posto che si raggiunge col tram.

Oppure proponete !!!

[Basta che mi si lascino 10 giorni tra luglio e agosto.]

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“Mabbiologgico chevvordì ?” – Il BIO spiegato a Mianonna

Tornata da Roma, con 15 gradi in meno e una piscina di tè nella pancia chepperò non mi ha scaldata affatto.

Credo di essere invecchiata di più negli ultimi 10 giorni che mai nella mia vita, al di là dei due capelli bianchi che ho staccato a inizio settimana. Ma ho trovato comunque il tempo di andare insieme al babbo a zappare. Eqquindi riparto abbomba parlando di … BBIOLOGGICO !!!

[Parentesi sull’orto: abbiamo un’orticello vicino al parco dell’Appia Antica condiviso con altre famiglie e ricavato da un’ex pista di un maneggio-cooperativa che fa ippoterapia. La verdura è strabuona perchè ha preso anni ed anni di merda di cavallo, però non è biologica perchè non rispetta tutti i parametri sottoindicati.]

Orto3

Ormai le tre magiche lettere “Bio” compaiono, cubitali e persistenti, su qualsiasi cosa. Secondo la comune opinione un’automobile può essere biologica, una ciabatta, un’aspirapolvere, un cane, un uccello, un aereo e Superman. Quello che è certo è che ao’ a’robba bbiologgica costa ‘na cifra. E costa tanto così, per scelta del perfido produttore, è chiaro. Ebbene, la frase più emblematica dell’universo è stata quella di Mianonna:

 Ma … BBIOLOGGICO CHEVVORDI’ ? CHISSA’ CHECCEMETTONO !

Dopo aver udito questa frase dalla nonnazza romana che mi raccontava di quando “le mele sapevano de mela e le pere sapevano de pera”, ho deciso di mettermi lì e spiegarle che l’agricoltura biologica vuole riportare proprio la mela a sapere di mela e la pera di pera. Poi all’università, qualche settimana fa ho sentito il seguente discorso:

Ragazza1: “Ti piacciono le fragole ?”

Ragazza2 (Un po’ perplessa): “Sì, perchè?”

Ragazza1 (aprendo una scatolina di plastica piena di fragole elefantiache): “Ne vuoi una?”

Ragazza2 (prendendo una delle più piccole, solo due etti): “Ok … non sono proprio di stagione …”

Ragazza1 (con faccia stralunata nella cui interlinea si leggeva “Ma che sei idiota?”, come se l’altra avesse ammesso di portare il cilicio sotto la camicetta): “Ma le stagioni non esistono più! Ora ci sono LE SERRE !”

Ecco, è ufficialmente necessario parlare di agricoltura biologica e dell’allevamento biologico. Premetto che mi occuperò di sintetizzare la sola normativa europea, perchè è quella un po’ più recente, affidabile ed e quella più “vicina”, e che farò solo dopo un discorso a parte per gli altri paesi. Il bollino verde apposto su questi prodotti certifica che essi seguono quanto sto per illustrare o che lo seguono almeno tre volte all’anno, ovvero quando gli ispettori si recano da loro per i controlli.

Agricoltura biologica: l’agricoltura biolgogica è diretta discendente dell’agricoltura biodinamica teorizzata da Steiner nei primi del Novecento, quando i nuovi metodi di agricoltura in Austria iniziavano ad intaccare visibilmente la fertilità della terra e la resa produttiva a livello qualitativo. I principi basilari di questa tecnica erano dunque quelli di salvaguardare e potenziare le qualità del terreno in termini di fertilità, rendere le piante sane poco soggette alle comuni patologie vegetali e produrre frutta e verdurà di alta qualità dal punto di vista nutritivo. Tutto ciò escludendo qualsiasi intervento chimico e rifacendosi ai cicli naturali di crescita delle piante ed includendo fricchettonate varie sul cosmo e le energie sinergiche. Lo sviluppo di questo metodo ha portato alla moderna legislazione in materia di agricoltura la quale non prescinde dai seguenti parametri. Un vegetale è biologico SE:

– Il suo seme proviene da una coltura biologica;

– La terra in cui il seme è piantato è microbiologicamente esente da qualsivoglia chimicheria nociva e non;

– L’acqua con cui è innaffiato il seme proviene dalla suddetta terra ed è anch’essa “pulita”;

– L’aria che la pianta respira (o fagocita … scommetto che il Miomone interverrà su questo punto) è incontaminata. Ovvero: i terreni circostanti sono privi di fonti inquinanti come strade trafficate, fabbriche, ma anche campi coltivati con metodi diversi da quello biologico-biodinamico;

– I parassiti e le eventuali malattie sono tenuti lontani con metodi non invasivi quali coccinelle e altri insetti tutori della legge, oltre che con la coltura di altre piante biologiche che “aiutano” quelle presenti o l’uso di queste piante nella preparazione di appositi “medicinali”(troooppe virgolette … ma l’ho spiegato a nonna …);

– La terra non riceve altro fertilizzante che il compost derivante dagli scarti di agricoltura biologica e dal letame di allevamenti biologici che sono spesso associati in questo tipo di “azienda”.

Allevamento biologico (e derivati): l’allevamento biologico è ben più tardo dell’agricoltura ed è estremamente più dispendioso tanto più si va nel complesso. Mentre è relativamente facile allevare una gallina secondo la zootecnia biologica, la mucca richiede di più e ancora di più lo richiedono i pesci. La zootecnia biologica si basa innanzitutto sull’etologia, la scienza elaborata dall’amante ufficiale del Miomone (emblematica fu la frase “Me la fai tenere una taccola in casa quando andiamo a vivere insieme ?” o, a più riprese, “Voglio una taccola !”), ovvero Konrad Lorenz. Al centro dell’etologia sta il comportamento dell’animale nel suo habitat naturale o in quello captivo, e la zootecnia biologica si serve del primo aspetto per stabilire le condizioni migliori in cui una bestiola attraversa il suo ciclo vitale. L’animale biologico, produttore di derivati biologici ha le seguenti caratteristiche:

– E’ nato da genitori cresciuti secondo il medesimo metodo biologico;

– Si ciba di mangimi vegetali biologici o di erba biologica (quindi terra biologica);

Aria: vedi sopra;

Acqua: vedi sopra;

– E’ curato solo con metodi omeopatici o fitoterapici;

– Vive secondo i ritmi e gli spazi relativi alla sua specie e classe sia in stalla che all’aperto (esistono delle tabelle con metrature e cubature per tutti i tipi di animali).

Dal punto di vista dell’impatto ambientale, i vegetali biologici sono i più verdi tra gli alimenti in generale, mentre la carne rimane un prodotto dispendioso in termini energetici, idrici e “suolici”. D’altra parte decidere di consumare solo carne biologica comporta un sufficiente dispendio di denaro da costringerci a mangiarla meno, magari a rientrare nei ranghi del “due volte a settimana”. La questione è come sempre aperta.

Purtroppo negli ultimi anni sono nate diverse aziende multinazionali che pretendono di associare il metodo industriale e quello bologico massimizzando i profitti, differenziando e decentrando la produzione ed abbassando i prezzi, la Ecor (italiana) solo per citarne una. Vi racconto un’esperienza personale di una paio di anni fa: aprirono nel mio quartiere a Roma un negozio della catena CuoreBio e ci andai tutta contenta a fare la spesa pensando “Una volta tanto potrò evitare di leggere tutte le etichette da cima a fondo”. EPIC FAIL !

Tornata  casa e mettendo via la spesa l’occhio mi è caduto sull’etichetta di un chilo di fagioli borlotti Ecor con su scritto “Provenienza: China”. Sono subito andata sul sito della Ecor che vanta una tracciabilità del prodotto trasparente e ti sbatte subito in faccia foto buoniste del “Contadino Pino” in Val di Fassa che regala la mela ad una bimba bionda come Marilyn ai tempi d’oro. Inserisco il codice prodotto e la scheda è perlopiù bianca: tutto ciò che trovo è “Fagiolo borlotto, provenienza China”. Allora, in quel periodo studiavo il cinese da almeno due anni e la Cina e le sue malefatte etico-ambientali da quattro. Come era possibile che quel paese iper-industrializzato, iper-inquinato e indiscriminatamente corrotto fosse in linea con la normativa europea sull’agricoltura Biologica? E poi, se compravo biologico per rispettare l’ambiente e poi i miei fagioli si facevano chilometri e chilometri di nave o aereo per arrivare a me, come facevo a non sentirmi tremendamente ipocrita? Tra l’altro è da quando ho 10 anni che boicotto le multinazionali: ora solo perchè si danno una sciacquata le devo rivalutare ?

Stesso discorso per le multinazionali storiche (Nestlè, CocaCola e compagnia) che fanno “Sinergia” con le aziende biologiche per ricavarne i profitti e speculare sulla nuova moda del Bio.

La chiave della questione è comprare biologico e a basso chilometraggio CONTROLLANDO la provenienza del prodotto e la dicitura “Agricoltura Italia” o “Agricoltura UE” e DIFFIDANDO dalla dicitura “Agricoltura UE/non UE”. Eppoi monitorando le cessioni di marchio delle aziende multinazionali classiche, il che è molto facile, perchè quei pidocchi senzanima ci tengono al branding e sui loro siti mettono sempre l’elenco dei marchi appartenenti al gruppo. Provare per credere.

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Vacanze Romane: Il settalogo dello studente in collaborazione editoriale con un professore.

PLAY>Sono arrivata a Roma lunedì pensando che sarei ripartita oggi, invece rimarrò per un’altra settimana.<PLAY

Un mio amico molto caro che ho ritrovato proprio questa settimana mi ha detto “Che vita movimentata, mi sento stanco per te !”. Allora, ho riflettuto per l’ennesima volta sul fatto che i ritmi della mia vita sono sempre stati fortemente bipolari: rischio di perdere – clinicamente – un amico e invece perdo il lavoro e ritrovo un amico di vecchia data; perdo il lavoro e trovo un nuovo lavoro per l’estate ma mi scompare il ciclo; trovo il lavoro estivo e rischio di perdere i compensi per un lavoro a cui ho dato circa tutto ciò che avevo negli ultimi due anni ma ricompare il ciclo; recupero i compensi imparando il diritto contrattuale in tre giorni e capisco che varrà davvero la pena di cambiare facoltà ma resto una settimana in più a Roma per la laurea di alcuni amici e lo spettacolo teatrale di altri …

Ed Harry di Harry ti presento Sally è appena arrivato alla festa di Capodanno con Sally che ha il vestito colo carta da zucchero … Ti amo quando hai freddo e fuori ci sono 30 gradi …

Ecco perchè ho deciso di aprire il post con una canzone e un video così pacifico che mi restituisce i 12 anni che ho perso negli ultimi tre giorni … e di servire A PARTE un trentalogo che mi avrebbe risparmiato questa esperienza più italiana della pizza, che però si è conclusa bene.

1. Non vi fidate: del professore, della casa editrice, degli assistenti del professore e degli eventuali collaboratori esterni. Se vi fosse possibile evitare di fidarvi anche di voi stessi sarebbe piuttosto auspicabile.

2. Fate un investimento: create un account di Posta Elettronica Certificata (PEC), bastano 6 euro. Procuratevi il simpatico aggeggio per apporre la firma digitale ai files e alle e-mail (circa 30 euro).

3. Esigete patti chiari da subito: il prima possibile stipulate una scrittura privata con le parti in causa in cui si stabiliscano i ruoli – autori, collaboratori, revisori di bozze ecc. – e i tempi del lavoro che dovete svolgere voi e che devono svolgere gli altri.

4. Esigete una comunicazione trasparente da subito: se non viene prodotto un documento di delega scritto e controfirmato dagli interessati, la casa editrice – o i suoi referenti ufficiali – è tenuta a comunicarvi qualsivoglia informazione direttamente e non può confidare in comunicazioni pervenute da voi a loro per mezzo di terzi. Effettuate in proposito una richiesta ufficiale alla casa editrice ed ai suoi eventuali intermediari, inserendo in CC anche i vostri collaboratori ed il professore.

5. Esigete un contratto di lavoro da subito: stalkerate la casa editrice perchè si stipuli il contratto il prima possibile in tante copie ufficiali quanti sono i contraenti ed esigete che la firma sia apposta da tutti i contraenti nello stesso momento in presenza di un referente ufficiale della casa editrice. Ovviamente, prima di firmare il contratto leggetelo e se c’è qualcosa di poco chiaro cercate di venirne a capo, meglio se con una persona che ne sà di leggi. Una volta firmato il contratto questo non può essere modificato senza il consenso di tutte le parti, ma occorre allegare ad esso una scrittura privata – sempre una copia ciascuno – in cui si stabilisce dove verranno apposti i nomi di ciascun collaboratore in fase di pubblicazione, in che ordine e con che titolo.

6. Documentate TUTTO: ogni cosa che inviate deve passare per PEC ed ogni vostro “prodotto esclusivo” deve essere firmato digitalmente per assegnare e certificare la vostra proprietà su quanto inviato. Ogni comunicazione, ufficiale e non, tra voi, la casa editrice e i vostri collaboratori deve essere inviata via PEC.

7. Stabilite un rapporto paritario: indipendentemente dalla vostra età i vostri diritti non possono e non devono essere lesi da qualsivoglia istituzione (editoriale, accademica o giuridica che sia). Rigettate tutte le discussioni paragiuridiche che utilizzino come perno il “Si fa così”, “Si è sempre fatto” o “Di solito succede che”. Personalmente ho trovato la seguente formula molto efficace:

“Si, sono consapevole di avere 24 anni e di essere nata proprio in Italia … ma esiste un pezzo di carta piuttosto voluminoso che si chiama Diritto Contrattuale e noi non possiamo non tenerne conto.”

Io da grande voglio fare la SCASSAMINGHIA.

6 commenti »

Very Inspiring Blogger Award by SCassandra

Ricevo e volentieri ritrasmetto il qui presente premio a chi ha voluto onorarmi di cotanta onoreficenza, ovvero il proliferissimus, internautissimo Raimondissimo !

Le regole :
1. Copia e inserisci il premio in un post
2. Ringrazia la persona che te l’ha assegnato e crea un link al suo blog
3. Racconta 7 cose di te
4. Nomina 15 blog a cui vuoi assegnare il premio e avvisali postando un commento nella loro bacheca

7 cose su di me :

Sono una no-global

Sono una hippie

Sono neofemminista

Sono ecologista

Sono pacifista

Sono una SCASSAMINGHIA di professione

Sono neocomunista

  1. http://raisingmyrainbow.com/Una mamma americana alle prese con uno straordinario figlio “Gender creative”, il sito è in inglese, quindi non le linkerò il mio premio. Una persona così non ne ha alcun bisogno.
  2.  http://5minutiperlambiente.wordpress.com/ Si, questa lista sarà piena di siti ambientalisti o filantropici e anche cinofili e di sinistra.
  3. http://tribunodelpopolo.com/ Un blog di sinistra. Quella vera. Finalmente.
  4. ECO QUOTIDIAN* E gli altri non li commento … che ho sonno !!!
  5. Un mondo sbagliato No, vabbè, facciamo le cose fatte bene. Questo è un blog con annunci di adozione di cani a rischio soppressione.

  6. La disoccupazione ingegna … E soprattutto … è sempre in agguato !

  7.  Casa Squirters Squirt it out !
  8.  malditestadellimmigrata Altro che momendol !
  9. La principessa sul pisello Vostra grazia.
  10. Ecocucina Poteva mancare ???
  11. Piciclisti Padri di “Senz’auto“.
  12. Lavoro Verde E speriamo !

  13. Michela Marzano Altro che femmine e donnette !
  14. Patuasia News Perchè la Valle D’Aosta non solo esiste, ma è viva e vitale !
  15. ParteCineseParteNopeo E anche la Cina esiste … ma non quella che pensate voi.

Non voglio vincere premi maippiù: questo post è stato straimpegnativo !!!

9 commenti »

Sugar and Cinnamon

A wholefoods blog showing the sweeter side of healthy eating

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(HOMELESS EDITION) economia domestica ed educazione sentimentale di un disoccupato con prole

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From Scotland. Living in Wales. Multilingual and trying to multi-task.

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La scelta è sempre tra una peretta gigante e un panino alla merda, fin dall' inizio del mondo la partita si è sempre giocata tra una peretta gigante e un panino alla merda, solo loro hanno la faccia tosta per fare politica!

Roberto Chessa

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Alla natura si comanda solo ubbidendole. Francis Bacon, Saggi, 1597/1625

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i discutibili

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Ne ho le scatole piene, ma con eleganza.