(forse) Si.Può.(ri)Fare!

Vivere da sola in Italia, a 25 anni, con 450 euro al mese e a impatto zero.

Chissà cosa dirà SCassandra: “Carla, ma come ti … PERMETTI ?”

Piccolo vestito rosa.

Povere bambine.

L’argomento del ruolo della donna o più genericamente della figura femminile veicolata dalla pubblicità televisiva è materia di ampio dibattito da chè il piccolo schermo si è insinuato nelle vite degli abitanti del cosìddetto “Primo mondo”. Ebbene, dato che non ho fin’ora fornito un mio contributo scritto alla questione, mi riservo di farlo adesso, contestualmente all’uscita dell’ennesimo spot tele-lesivo non tanto della figura quanto della psiche – ben più grave, dunque – della femmina italica che sembra dover aderire al modello della “Femmina unica portatrice di pensiero unico.”

Sono personalmente convinta che ciò che un individuo – anche di sesso femminile – faccia o faccia fare del suo corpo sia suo personalissimo ed intimissimo affare. Non mi sono mai sentita offesa dall’esposizione strumentale del corpo femminile, perchè non ho mai visto in ciò una costrizione: se ti fai pagare per stare a novanta sul cofano di una macchina vuol dire che la cosa non ti arreca disturbo e, data l’altissima affluenza di carne-da-spot – o da stacchetto, o da cubo – a tutti i casting del cyberspazio credo che una notevole fetta della popolazione femminile non sia disturbata dal mostrare il proprio corpo a pagamento.

Non lo sono neppure io per la verità, l’unico motivo per cui non l’ho ancora fatto in prima persona è per un timore di incappare in malintenzionati (giustificato da esperienze di varie amiche) o, in altre circostanze, per evitare ulcere a dei fidanzati particolarmente possessivi. Se avessi una persona di fiducia che mi garantisse l’immissione in un “circuito protetto”, sarei una soddisfattissima – ed opulentissima – cubista, streap-teaser, lap-dancer, ragazza immagine o che dir si voglia. Sono per la legalizzazione della prostituzione e la giustifico apertamente in quanto mestiere, figuriamoci se mi crea problemi che una studentessa della mia età approfitti di una manica di imbecilli lampadati che le paga un mese di affitto con una sola foto a culo in aria.

Meno pecorecciamente, posso affermare che il corpo è libero a mio parere e dovremmo sentirci liberi di farci ciò che vogliamo a tutti i livelli, senza il timore di ledere l’immagine di una non ben definita “categoria di genere” che considero uno stereotipo totalmente superato in virtù dell’avvento di una flessibile e malleabile sovrasessualità o ipersessualità generalizzata.

In virtù di ciò posso al massimo lamentarmi del fatto che le donne delle pubblicità siano nell’80% dei casi delle bonazze da urlo, mentre gli uomini sono del tipo “Cesso colle’recchie”, o al massimo “Bruttino ma simpatico”, “Grazioso ma cicciotto” … fatto salvo il caso delle pubblicità di aziende gestite da gay, a cui erigerei un altare per ringraziarli di aver eretto – è il caso di ripeterlo – l’ultimo baluardo di bonazzaggine maschile della tv.

Detto ciò, veniamo al titolo del post – che tra l’altro è anagramma di “spot”- odierno, ovvero al mio personalissimo fastidio e ribrezzo e disgusto di fronte alla pubblicizzazione di quella che considero un’identità sessuale o di genere rigida ed obsoleta, ovvero quella maschile contrapposta a quella femminile e viceversa. Genericamente potrei prendermela con qualsiasi spot di prodotti riservati esclusivamente agli uomini e di conseguenza veicolati da un certo tipo di linguaggio, o di prodotti riservati alle donne e veicolati da un altro tipo di linguaggio. Ho scelto questo in particolare – se lo avete visto non avete bisogno di ulteriori chiarimenti – perchè mi ha scandalizzata particolarmente, forse anche per la presenza di un personaggio davvero inquietante che sta monopolizzando diversi settori della rete televisiva.

Lo scopo della pubblicità è quello di arrivare ad un numero maggiore di utenti possibile  che comprendano e rispondano ad un linguaggio specifico, e dunque se le pubblicità riservate alle donne adoperano un certo linguaggio è anche perchè – tristemente – esiste un’effettiva maggioranza di donne che comprende e risponde a questo specifico linguaggio. Il mio problema è che quest’ultima maggioranza va aderendo sempre più al modello “donnetta scema”, ovvero un modello lontano anni luce dalla sovrasessualità a cui personalmente auspico, e questo mi dà un inquietante dato sulla composizione maggioritaria della popolazione femminile.

La questione è ben lampante nel detto spot poichè la donnetta protagonista risponde totalmente agli schemi: il problema maximo si riassume nel paradigma del “Checcazzomimemetto”; deve stupire le amiche con i suoi vestiti e dunque il dilemma s’infittisce; si è rincoglionita di programmi tv sui vestiti in cui un’aliena psicotica ossigenata gesticolava pronunciando gridolini e frasi fatte irripetibili con cenni anglosassoni insieme ad un altro venusiano incravattato di rosa e ce lo fa sapere anelando davanti allo specchio per l’intervento della prima; è una moderna cenerentola per la quale i sogni son desideri e quindi la mattacchiona di cui sopra, fresca di inaugurazione del Piper, spunta nella stanza con un beauty-case quattro stagioni, dicendole che deve vestirsi di luce e poi la infila nel canonico spezzato beige e blu e lei estasiata si chiede come ha fatto a non pensarci, che sciocca.

La stessa donnetta avrà una figlia a cui riproporrà il medesimo modello: la porterà al parco vestita di pizzi ed organza sgridandola perchè si è sporcata con la terra, le insegnerà che una signorina certe cose non le fa, che ci sono attività da maschietti – la politica e da femminucce – lo shopping e la seduta settimanale dal parrucchiere – e che la manderà a lezione di stile da Carla tra i docici e i quindici anni (sul serio) di modo che impari che esistono e vanno rispettate le attitudini ed abitudini da femminucce come quella di amare lo shopping, di truccarsi ogni giorno, di identificarsi con la propria borsa, di piagnucolare, di non saper stare da sole, di sviluppare la personalità in funzione della propria madre o di un uomo a caso, di comprare scarpe quando si è tristi, di stare a dieta, passare ore appresso ai capelli, di limarsi le unghie, pulire casa fino alla sterilità, schifarsi per un nonnulla, avere paura di cose insignificanti come le formiche, di parlare dietro le spalle evitando come la peste la solidarietà, di ridacchiare dicendo “non lo so” per rimorchiare un uomo, di chiedere aiuto anche per ciò che si potrebbe fare da sole … e così via …

In questo modo la maggioranza sarà difesa e gli spot televisivi, continuando a cercare di accontentare la maggioranza, continueranno a rivolgersi ad essa in un coro di confettinismo sfrenato.

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L’ultima frontiera: biglietti del treno di seconda mano … su Blablacar !

Biglietti del treno

Il mazzo di carte che mi spunta dalla bocca è esattamente una metà – la mia – dei biglietti che io e il Miomone abbiamo utilizzato all’epoca in cui vivevamo lontani lontani, a nove maledette ore di treno.
[sì, comunque, ho il maglione e il turbante perchè fa un freddobbestia e sono sempre più zingara.]

Tutt’al più

Domattina andrò a votare e poi tornerò sù a Venezia per farmi segare a tre esami su tre. E’ chiaro.

Quindi stamattina mi son messa lì su Blablacar a cercare un passaggio. Sulla tratta Roma-Trieste c’era un po’ poca roba, così ho cercato per Roma-Bologna, dato che all’andata m’ero trovata tanto bene, ed ho inviato un po’ di richieste.

Mi telefona una delle ragazze a cui avevo scritto dicendomi che non ha più posto, ma che una sua amica aveva un biglietto del treno in più, sempre fino a Bologna, 34 euro. Il bello è che lo aveva fatto in anticipo ed è di un AV, ovvero un treno ad Alta Voracità, quindi partirò verso le sei e sarò sù in due ore !!!

Mi sa che ne approfitto e mi fermo dal mio amichetto zingaro a Padova per la notte, così magari becco un passaggio fino a Venezia il giorno dopo, sempre in carsharing. E intanto mi faccio un po’ di ghignate che in periodo d’esame non fa mai male.

E pensare che la prima volta che ho provato il Blablacar era proprio per le elezioni … oddio, speriamo non porti sfiga ! Almeno non più “sfiga” della mia razionale ostinazione – in direzione ostinata e contraria – di votare sempre non solo per chi perde, ma per il candidato di minoranza della corrente di minoranza del partito di minoranza della coalizione più sfavorita.

Il mio più che un “Io voto” è un “Io esisto”: non potendo avere peso in democrazia, si lotta per aver peso nella statistica e, tutt’al più, riuscire a non far parte del misterioso “Altri” in fondo alla lista dei risultati.

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Questionario dell’unione europea su revisione della legislazione relativa al cibo biologico.

nuovo-logo-biologico

Casca proprio … A CECIO* !

A un paio di giorni dal mio sproloquio sul biologico, scopro tramite l’eco-quotidiano che l’Unione Europea sta revisionando la normativa in materia di cibo biologico e chiede consulti proprio a noi in un questionario molto puntuale e articolato nel quale, tra l’altro, vengono spiegati molti punti critici della normativa attuale. Il questionario è disponibile sia in inglese che in italiano e richiede pochi minuti di paziente dedizione.

Una volta tanto che ci si chiede un’opinione in cui non siamo costretti a tapparci il naso votando …

*biologico, è chiaro.

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Carsharing: giudizio definitivo … 10 !

Sono partita ieri alle 12.00 e tornata stasera alle 18.00 circa.

 All’andata ho viaggiato con Chiara e al ritorno con Fabrizio e ho speso complessivamente 60 euro.

Ma non è una questione di soldi, vi voglio far capire lo spirito della faccenda, se possibile molto più roseo di quanto perfino io potessi immaginare: Chiara è una donna straordinaria, una chitarrista cantautrice con un occhio sempre logico, pronta ad affrontare con spirito critico e sincera partecipazione ogni argomento. Abbiamo viaggiato senza soste io, lei e la sua chitarra e il viaggio è davvero volato, nonostante la pioggia e la neve che ci ha di tanto in tanto rallentate. Arrivate a Roma mi ha perfino regalato un’abbonamento mensile della metro che le era stato lasciato dalle precedenti “globe-trotter”. Non vedo l’ora di andare a sentire uno dei suoi concerti !

Fabrizio è la generosità fatta uomo: ogni sportello della macchina era munito di bottiglietta d’acqua e cioccolatino di ben venuto. Ci ha offerto il caffè e parte del pranzo, ha portato le altre ragazze fino sotto casa mettendo a disposizione il suo telefono per chiamare eventuali attendenti. Come tutti i romani ama chiacchierare e scherzare, ma ama approfondire le conversazioni con un loquacissimo contraddittorio. Spero di ritrovarmelo come chauffer al più presto. Le compagne di viaggio erano un’australiana in viaggio pre-universitario e una tuttologa ultrachiacchierona che ci ha fatto scoprire l’origine del bondage nell’antico Giappone per scopi tutt’altro che erotici.

Date retta a me: la gente è straordinaria !

Ps: ero andata a Roma per votare ed ho imparato una grossa lezione … quelli che voto io non superano lo sbarramento.

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Andare a votare gratis: l’Epilogo. + Fettunta al cavolo nero.

[Tra sessione d’esame e Carnevale sono rimasta così indietro con le foto e gli articoli che mi conviene postarli a due a due per recuperare un po’.]

La fettunta è un piatto tipico della tradizione toscana. Chiaramente io ho rivisitato la convenzione in termini ecologico-barboneggianti creando un personale antipasto che è stato molto apprezzato dal coinquilinato e dal coniuge in villeggiatura.

Ingredienti:

 Una cipolla bianca* – Tre foglie di cavolo nero a testa* – pane di segale integrale* –

sale – noce moscata – pepe nero – olio exravergine d’oliva

Procedimento:

Coprite d’olio il fondo di una padella antiaderente e fatelo scaldare con pepe e noce moscata a fiamma alta per qualche secondo. Buttateci dentro un paio di fette di pane alla volta facendole dorare da entrambi i lati. Abbassate il fuoco e lasciate le fette di pane a scolare su della carta aderente. Aggiungere altro olio e spezie se quello iniziale è stato assorbito tutto dal pane e fare soffriggere la cipolla tagliata a pezzetti piccolissimi. Nel frattempo tagliare il cavolo il più piccolo possibile. Quando la cipolla diventa trasparente aggiungere il cavolo con poco sale e lasciare appassire coprendo la padella con un coperchio. Quando le foglie si saranno ammorbidite disporle sulle fette di pane e servire finchè è caldo.

Fettunta al cavolo nero

Eddunque, ho trovato un’accompagnatrice un po’ costosetta … tra andata e ritorno spenderò 60 euro in tutto. Non è poco, ma i disguidi tempistici e lavorativi si sono rivelati piuttosto beffardi. Nel frattempo le regole trenitaliote sono cambiate: i biglietti si sono fatti più convenienti per noi elettrici, elettori ed elettrauto. Ho deciso, però, di abbandonare comunque la compagnia, se non per tratti in sfasciatissimi treni regionali del nord-est. Quindi questi 60 euro sono innanzitutto un gesto dell’ombrello e, in secondo luogo, saranno ammortizzati già al prossimo viaggio: quando lo sconto sarà “esaurito” e pagare 25 o niente sarà una VERA svolta. Ho fatto buone conoscenze, ho imparato ad usare bene i programmi di supporto a questo servizio e contribuirò a rendere più efficiente il viaggio in auto di ben due persone. I dettagli sui viaggi più in là !

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Andare a votare gratis Ep. 4: Sbarramento in entrata.

Aggiorno la questione “Viaggiare gratis”.

Per il ritorno siamo apposto: spenderemo 25 euro. Per cinque ore e spicci di viaggio.

L’andata con il camionista invece è saltata perchè io il 23 devo lavorare e il passaggio per il 24 non è più disponibile in quanto il camionista stesso la domenica sta giustamente a casa.

Inoltre la mia compagna di viaggio è stata vittima di un regalo da parte dell’ignara mater e ha l’andata assicurata, quindi viaggerò da sola.

Dunque mi muovendo per partire il 24 con un altro passaggio.

Incrociate le dita per me !!!

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Andare a votare gratis Ep. 3: E vada per il camionista !

_ Dopo un rapido scambio di convenevoli e reciproche informazioni, le nostre eroine nel cucchiaio col fuoco sotto, decidono di farsi accompagnare da Verona a Roma e ritorno da un camionista che ha come username “truck” e che si reca a Roma circa due volte la settimana. Ci sono i presupposti per dire Addioforever alle ferrovie e compagnia cantando …

 Adesso, però, siccome facciamo DAVERODAVERO sul serio, tocca trovare una passaggio Venezia-Verona e Verona-Venezia.

Perchè AGGRATISE, non è per niente un concetto relativo._

Post scriptum: adesso non resta che decidere chicazzo votare.

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Andare a votare gratis Ep. 2: Proposte decenti.

Premessa _ L’amica ha reagito positivamente dichiarando che il carsharing è senz’altro un’ottima idea. Ed è partita la ricerca.

“Sto scrivendo adesso degli annunci sui vari siti*, vediamo cosa propongono. Ho scritto anche ad un tizio di Treviso, sull’annuncio dice che porta gruppi di tre-quattro persone, e gli ho chiesto se fa eccezioni e quanto vuole di contributo ecc.

In culo a trenitalia !!!

Sono così esaltata che ho creato una sit-com in proposito: https://forsesipuofare.wordpress.com/2013/01/20/andare-a-votare-gratis-ep-1-zingarate-in-arrivo/

Poco dopo … ma veramente poco.

“Allora, ne ho trovati già due con 100 % feedback positivi e commenti entusiastici da parte di altri zingari e zingare: uno ci chiede di dividere le spese e vuole 25 euro a testa. Parte da Padova il 22 febbraio alle 11.30.
L’altro parte da Verona e non ci chiede niente ! NIENTE ! Solo che si viaggerebbe in camion perchè lui fa il camionista, ecco perchè non chiede contributi.
Una tizia che ci ha viaggiato con lui il 12 scrive:

“STUPENDO! uomo buonissimo, e’ persino andato contro le regole perche guidando un camion non poteva entrare in certe strade! ma non solo ce la siamo cavata, lui era molto preoccupato per noi! ci sentivamo al sicuro anche dopo che ci ha lasciato. grazie mille per la grande esperienza!”

Fammi sapere presto !!!

Ah, l’altro tizio, che si chiama Fabrizio – quello dei 25 euro – dice che torna già il lunedì e che ci può riportare su se vogliamo. Che dici ?”

*Roadsharing e Blablacar

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Andare a votare gratis Ep. 1: Zingarate in arrivo !

Premessa _ Ho inviato questa mail pochi secondi fa ad una mia compatriota romana che studia qui a Venezia, ma in una facoltà diversa dalla mia.

Se hai fretta leggi solo la parte in neretto !!!

Carissima Compagna di SventAvventure, sto impazzendo cercando di capire quanto dovrò spendere per andare  a Roma a votare.
Sto dando per scontato che tu ci andrai, per senso del dovere civico, anche se ci sarà semplicemente da invalidare una scheda.
Se così non fosse, ti prego di girare questa mail a chiunque tu conosca che debba recarsi a votare in una qualunque città situata tra Venezia e Roma.

Senti la proposta:

Tremitalia offre uno sconto del 60 % sulla tariffa base, ovvero (l’ho scoperto adesso) sulla tariffa di percorrenza SE si prendessero solo regionali. La tariffa in questione nel nostro caso sarebbe di 76 euro per 11 ore di percorrenza con quattro treni diversi. Il che significa che, fatto lo sconto, pagheremmo 45.60 euro a/r. Se si usa un altro treno bisogna aggiungere il “sipplemento treno” a seconda del tipo di treno: intercity, freccia ecc. Il supplemento treno è irrintracciabile, e alla stazione non mi hanno saputo dire di quant’è, sbuffando, tra l’altro nella scortesia generalizzata che è parte della strategia manageriale di Tremitalia. Quindi la tariffa è 45.60 più inculata o inculata con sabbia, a seconda dei casi.

Italo: 77 euro a/r con 4 ore di percorrenza.

OPPURE: facciamo carsharing ! Ho già trovato un tizio che volendo ci porta da Treviso (2.50 in treno da Venezia) a Roma con suddivisione delle spese, fai 10 euro a cranio. Ma se ti va l’idea, possiamo trovare anche di meglio: basta muoversi per tempo !!!

FAMMI SAPERE AL PIU’ PRESTO !!!

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