(forse) Si.Può.(ri)Fare!

Vivere da sola in Italia, a 25 anni, con 450 euro al mese e a impatto zero.

Essere ecologisti in Cina.

su 21 luglio 2014

[Per tutti quelli che lasciano i commenti e non ricevono risposta e per tutti i blog che seguo normalmente: ho accesso ad una versione iper-ristretta di wordpress, quindi scusatemi. Alla facciaccia di chi torna dalla Cina declamando che “La dittatura non si sente”. MAVVAFFA.Dovrei andare meglio da Ferragosto in poi, ma non faccio promesse.]

Amici carissimi,

Ormai è ben più di un mese che sto di qua e ho girato anche qualche posticino più o meno conosciuto. Quindi mi sembra ora di tirare la somma di almeno uno dei tanti aspetti di questa mia estate cinese … ovvero i Come e i Come No! del mio ecologismo orientale.

In ordine appositamente sparso.

1. In Cina la plastica REGNA _ Intanto l’acqua dei rubinetti non è potabile. Io ne ho bevuto un mezzo bicchiere una tantum, ma è davvero consigliabile bollirla prima e farla raffreddare a temperatura ambiente … quindi non si raffredderà, cari, perchè qui si va di rado sotto i 35 gradi. Perciò si comprano bottiglie, bottigliette, boccioni e taniche. Rigorosamente di plastica. Mammica di plastica innocua: di plastica SPESSA, ma così spessa e complessa che ci vuole un master per aprire qualsiasi cosa e una notevole forza bruta. Qui è tutto dannatamente confezionato e singolarmente iperimpacchettato: la carta igienica, per fare un esempio, ha il pacco di fuori e poi ogni rotolo ha la sua confezione. Nei ristornati per strada lavano le stoviglie e poi le imbustano. I vestiti sono di plastica, gli oggetti ugualmente di plastica, i biglietti della metro sono gettoni o tessere di plastica, i detersivi sono pro-cancro e hanno tre buste prima di arrivare al sapone. Il cibo è sottovuoto e confezionato in miniporzioni contenute in una maxi porsione.Questo lo abbiamo anche da noi per quanto riguarda le merendine … ma il tofu ? E le zampe di pollo? Nei mercati confezionano ogni singolo frutto sul posto, ma è davvero poco consigliabile prendere frutta e verdure in posti che non siano stati testati da un altro occidentale. Passiamo quindi al cibo.

2. Vegetariani, ma con stile_ Allora, vegetariani in Cina si può … Ma solo nelle città grandi, nelle zone industriali e ben collegate e se accettate di essere guardati come dei pazzi psicotici ogni volta che dichiarate questa stramberia a un popolo che VIVE di BESTIE e dei loro prodotti. Verso le regioni interne ho varie testimonianze di necessari strappi alla regola. Bisogna invece far pace col fatto che tutti i brodi di cottura sono a base di carne o pesce, tranne quello di alghe che però è abbastanza raro e col fatto che dovrete fare veramente attenzione a garantirvi un apporto sostanziale di proteine, ferro, magnesio, vitamine e calcio. D’altra parte, una volta visto come tengono gli animali, come macellano la carne e come la conservano … vi sfido ad avere voglia di mangiarne ! Per quanto riguarda i prodotti non raffinati esiste la farina e anche lo zucchero integrale, ma è praticamente assente il biologico e girano storie strane sul miele. Esiste la vendita a peso in alcuni supermercati, ma i prodotti sono tenuti molto male e per decisamente troppo tempo. La patria del sintetico ci fa dono inoltre di: liofilizzazioni a nastro, colorazioni e decolorazioni, transgenizzazioni legali e supportate dalla propaganda, bibite di dubbio gusto e sapore e odore, carne sintetica, uova sintetiche, frutti mastodontici e mostriformi … insomma, il mio inferno. Epperò ci sono pietanze di rara bellezza e ghiottosità che vi mostrerò in foto e che riprodurrò in loco. Ho fatto il callo al piccante … mai avrei pensato in vita mia. Non sono arrivata al punto di richiederlo espressamente … ma almeno non scongiuro più per non averlo.

x. CONSUMI ! CONSUMI ! La persona che mi sta ospitando al momento è ingegnere ambientale, quindi la questione – con i rigidi limiti del mio maledetto cinese e del suo inglese – viene fuori piuttosto spesso. Allora: le luci vanno accese. empre. Se per caso c’è il sole, si chiudono le tende e si accendono le luci. Tutto ha la sua versione elettrica e il condizionatore provvede al GELO estivo e al calore invernale. C’è chi lo tiene acceso abbastanza da provocarsi una paralisi facciale, non è un eufemismo. E chi abbastanza da poter continuare “comodamente” ad usare il piumone e il pigiama di flanella quando fuori si va per i quaranta a passo deciso. Il gas è a bombola, come quelli delle nonne. L’acqua … parliamone. Non si beve ma ci si lava di continuo. Per via dello smog, del caldo, dell’umido. Io che ero quella delle due docce a settimana sono arrivata a farne, in casi estremi, due nello stesso giorno. E col sapone. Essì. E la pelle non si secca mai perchè c’è EFFETTIVAMENTE uno strato di sporco colloso ogni volta che esci di casa. Infatti la mia amata macchietta di psoriasi sulla nuca ha preso vita e ha tentato di approcciarsi al mio orecchio … ma per fortuna poi si è ritirata nelle sue stanze. L’usa e getta è legge e il risparmio non monetario è tenuto ben distante. Non c’è modo di riciclare alcunchè.

Note positive: motorini elettrici a tutto spiano, ne avrò visti un paio a motore in oltre un mese; bici a tutto spiano, anche pubbliche; piste ciclabili davvero funzionali; linee metro che … Marino, vieni a vedere; treni di tutti i tipi e per ogni dove e per tutte le tasche; parchi e viali alberati … ma solo in centro.

In tutto ciò io ho cercato il mio equilibrio: faccio bollire l’acqua quando sono a casa, oppure faccio il tè verde. Però se sono in giro compro i succhi di frutta di una certa marca che usa frutta vera e ha meno conservanti … anche per bilanciare il fatto che posso contare a colpo sicuro la scarsa frutta che ho mangiato da quando sono qui.Mi sposto in treno e coi mezzi, ma la metro chiude prestissimo, quindi mi capita di prendere il taxi una tantum, ma lo prendo con gli amici così ammortizziamo prezzo e impatto. Ho comprato solo bei regali tradizionali e non plasticosi e ho mandato tante cartoline … ma ho preso anche 3 paia di leggins per fare yoga – ci vado 6 giorni su 7 – perchè quando ne avevo cercati di “ecologici” in Italia non ne avevo trovati e, siccome ero finita tipo a comprarli da Decathlon (e li ho pure lasciati a casa), allora ne ho presi tre a meno di 8 euro, così sono apposto per un po’ … tanto più che sono scarti difettati di H&M, quindi non mi sento proprio un mostro.

Buonanotte figlioli cari.

E buonanotte, tesori.

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11 responses to “Essere ecologisti in Cina.

  1. Scribacchina ha detto:

    Beh, mi sento in dovere di lasciare un commento, fosse solo perché non puoi rispondere! 😛 Seriamente: bruttissima questa cosa del non-riciclo… e ancora più brutta l’idea di sentirsi costantemente uno strato di sporco sulla pelle: agghiacciante! 😦
    Tieni duro e raccontaci ancora qualcosa appena riesci 🙂 Un abbraccio!

  2. magnaturtlein ha detto:

    Sembra l’inferno…

  3. ma perché quando c’è il sole chiudono le imposte e accendono la luce? hai indagato il motivo?

  4. miomone ha detto:

    Mamma mia, sempre meno voglia di andarciiii

  5. amoleapi ha detto:

    doccia ogni giorno io, non riuscirei a dormire senza essermi fatto una doccia, d’inverno o d’estate mi sentirei appiccicoso.

  6. eleonora ha detto:

    ciao! Sono stata via un po’ e mi sono persa la tua avventura Cinese! Commento perche’ anche io sono stata in Cina quest’estate (tropppo poco) nella regione piu’ rurale dello Yunnan: io sono riuscita ovunque a mangiare vegetariano: la mia frase magica era “Vo bu chi raw” che la mia amica che sa un po’ cinese mi aveva insegnato….in genere si facevano una risata poi mi portavano in cucina e mi facevano scegliere i cibi che mi avrebbero cucinato!!!
    Insomma sono state settimane di riso + verdure pero’ mai stata meglio!

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