(forse) Si.Può.(ri)Fare!

Vivere da sola in Italia, a 25 anni, con 450 euro al mese e a impatto zero.

Viaggiare Low Cost ep.2: spostarsi.

su 11 aprile 2013
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Il cielo d’Irlanda.

Abbrivio nichilista_ Sì, hanno trovato il modo di portarti a Dublino in tre ore e mezza e di riportarti a Roma per la modica cifra di 153 euro all-inclusive. Ringraziamo le compagie low cost. Diciamo loro “Grazie!” finchè possiamo permetterci di vivere lontano dagli aeroporti o finchè siamo in grado di non pensare all’effetto serra e compagnia cantanto. Ringraziamoli finchè abbiamo la possibilità di ignorare le condizioni di lavoro dell’ostessa perchè impegnati ad affondarle lo sguardo nella serratura. Ma poi …

Esistono diversi modi di portarsi da un luogo all’altro. Escludendo quelli onirici, quelli virtuali e quelli veicolati da sostanze psicotrope, elencherei i seguenti dal meno impattante al più zozzo:

I piedi : sono i miei preferiti: verdi e gratis … Slooow cost. Quando avrò più di 7 giorni da spendere in “viaggio”, farò un viaggio a piedi. A piedi e basta. Camminare è una metafora della vita: il paesaggio cambia lentamente per chilometri e d’improvviso in curva, vai dove vuoi, vai lento per forza e puoi contare solo sulle tue gambe. A piedi si ha la possibilità di pensare, di riflettere, di conservare un silenzio che ormai è cosa rara. Ci dimentichiamo troppo facilmente che qualsiasi posto è raggiungibile, per prima cosa, a piedi.

La bici: un po’ più veloce dei piedi, un po’ più dispendioso – economicamente ed ecologicamente – rispetto ai piedi. Esiste il cicloturismo. Esistono persone che usano la bicicletta per viaggiare e che hanno magari più di vent’anni … che vanno in bici da Roma all’Ungheria con tre figli al seguito e una carovana di altri svitati come loro … come si fa a non amarli ? La mia sensazione davanti a realtà come queste è simile a quella del bambino col braccio ingessato che siede a bordo piscina con al massimo un piede a mollo … 

I treni: tra i mezzi a “trazione tecnologica” è quello che preferisco. Ha un impatto minore dei mezzi a combustione perchè, sebbene l’elettricità che li sospinge sia di rado derivata da fonti rinnovabili. Il prezzo, però, si sta facendo sempre più proibitivo. Certo, prenotando sei mesi prima e tra la mezzanotte e le tre del mattino si becca qualche sconto … Ma il mito dell’alta velocità sta strozzando sia le compagnie che gli utenti: i treni viaggiano quasi vuoti, con pochi passeggeri dalle tasche vuote e altrettanti a casa o con altri mezzi; i pendolari isterici e i treni notturni che vomitano gente dai finestrini. Un vero peccato. Speriamo che falliscano presto e che ci sia un refresh

Gli autoveicoli pubblici o condivisi: interdetti o comunque sgraditi ai portatori insani di mal di macchina. Dispendiosi in ogni senso, ma “palliabili” tramite l’applicazione del mal comune mezzo gaudio tramite varie organizzazioni che favoriscono lo scambio di passaggi. Poi c’è sempre il buon vecchio autostop: ci si mette a bordo strada e si aspetta: in Italia è illegale su autostrade e statali ma si può ugualmente praticare fermandosi ai distributori di benzina – ma con discrezione – o in luoghi sufficientemente pieni di macchine come stazioni, parcheggi …

Gli autoveicoli individuali: ma che amarezza !

Barca: a vela meglio, a motore peggio, la crociera proprio no. Credo siano davvero finiti i tempi in cui come il pirata Long John Silver ci si poteva imbarcare come aiuto-cuoco e arrivare da Rotterdam a New York. Ma fatemi sapere se mi sbaglio …

L’aereo: è il mezzo più inquinante di tutti ed è anche piuttosto costoso. Ma se si hanno pochi giorni è davvero l’unica … Per ovviare al senso di colpa e all’effettivo spargimento di vera e propria merda chimica e sonora, ho stabilito un certo codice di condotta aerea che mi consente di “viaggiare leggera”: cerco di partire da grandi aeroporti internazionali anzichè da quelli “pro-charter”; cerco di viaggiare con il solo bagaglio a mano perchè tutti i veicoli consumano di più se carichi; non compro assolutamente nulla nè in aeroporto, nè sull’aereo o al duty-free; ordino sempre il pasto vegetariano; non prendo nulla di usa e getta (ad es. mi porto gli auricolari da casa e non uso la mascherina “da buio”); rischio il collasso renale piuttosto che usare i cessi – ce l’ho fatta da Roma a Nuova Delhi sia all’andata che al ritorno: si può!

Esistono compagnie che ti “offrono” di poter comprare il corrispettivo in alberi della tua effettiva emissione di O2 in quanto passeggero del volo. Siccome il greenwashing – di cui prima o poi dovrò parlare – mi fa vomitare, essiccome non mi fido, ho cercato di fare autonomamente il computo del mio inquinamento attivo ed ho trovato questo simpatico articolo in proposito. D’altra parte qui si parla di ettari e io credo nelle piccole azioni sistematiche piuttosto che in quelle sensazionalistiche. Anni fa mi sono abbonata ad Internazionale e ho ricevuto da loro un albero su TreeNation.

Quindi ho deciso che pianterò un albero tramite questa organizzazione che trovo piuttosto seria – oltre al tramite di Internazionale, per cui mi sembra che mi sia stata presentata da un amico – per ogni viaggio e gli darò il nome della destinazione del viaggio e dell’anno in cui il viaggio è stato effettuato.

Ecco a voi Irlanda2013.

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4 responses to “Viaggiare Low Cost ep.2: spostarsi.

  1. Lotje ha detto:

    E l’autostop? Molto economico e eco-amico! E incontri sempre nuova gente!

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