(forse) Si.Può.(ri)Fare!

Vivere da sola in Italia, a 25 anni, con 450 euro al mese e a impatto zero.

Etichetta2: Il latte di soia … Perchè ?

su 9 marzo 2013

Latte1

 Per la fortunata serie “W la relatività”, qui presentata con lo slogan (molto  apprezzato) “Vegetariani … non rompiamo il cazzo al prossimo”, ho appena lasciato un lungo commento a seguito di un articolo che stavo leggendo su greenme.it e che potete trovare cliccando l’apposito link. Mi raccomando: leggete prima i commenti degli altri, così capirete perchemmai ho scritto e scritto così tanto. Poi, se vi interessa l’argomento, anche il sito non è niente male, c’è più o meno di tutto, ma va letto con molto spirito critico e attenzione, ad esempio evitando di soffermarsi sul banner del junk-food di tendenza mentre si legge un articolo sugli usi “alternativi” del seme di zucca.

Ed ecco la nuova puntata del mondo delle etichette ! Oggi è venuto a trovarmi il Miomone perchè domani è la festa di una mia amica e ci ha invitati entrambi, quindi mi sono risolta per andare a fare una spesa decente e riempire il frigo in maniera accogliente. Ultimamente ho comprato piuttosto “spesso” il latte di soia per preparare la cioccolata calda, la besciamella e altre amenità e, in particolare, ho comprato questo latte di soia per via delle sue ben 3 etichette molto rassicuranti che potete vedere qui attorno e che mi dicono circa tutto ciò che potrei chiedere ad un latte di soia parlante: è prodotto in Italia con acqua, sale marino e soia italiana non transgenica, da un’azienda italiana che usa energie rinnovabili, che è qui vicino e che ha un sito internet pieno di contenuti interessanti e utili sul proprio lavoro, oltre che di schede-prodotti meticolose. Tutto ciò per l’abbordabile cifra – benchè se ne faccia un uso moderato, come faccio io, ovvero un paio di litri al mese – di 2.25 euro. Purtroppo ha il tappo di plastica … epperò non si può mica avere tutto … consigli per gli investimenti all’azienda: boccioni di vetro con tappo ermetico – come quelli anni ’50 ! – e vuoto a rendere !!!

Latte2Ma facciamo un passo indietro: dopo aver detto peste e corna dei vegani sto ammettendo di non bere (neppure) il latte?! In realtà si tratta di un cambiamento iniziato circa un anno fa, nel periodo in cui analizzavo le spese familiari alla ricerca di una quadra perfetta da utilizzare durante la mia futura impresa di indipendenza a buon mercato. Ho preso degli appunti in proposito:

 Se si beve una tazza al giorno, ad esempio la mattina, si consuma circa mezzo litro di questo alimento giornalemente, senza contare i cappuccini o i milkshake e compagnia … Un litro di latte in Italia – e questo dovrebbe far ben riflettere – ha un prezzo che varia dai 0.60 centesimi a 1.80 euro. Questo non solo in virtù delle riverse specialità di latte, ma anche a livello di territorio: in Friuli un latte standard costa pochissimo (per chi “scavalla in Jugo” ancora meno) e a Roma costa tantissimo, ad esempio. Allora, consumando un litro di latte ogni 4 giorni in una località X in cui un litro dello stesso costi un prezzo italico medio, diciamo 1 euro, il conto è presto fatto: ogni consumatore di latte spende più di 80 euro l’anno. Una famiglia di quattro persone ne spende quindi 280 … pochi ?

Latte4Personalmente, poi, il consumo di latte mi dava da pensare anche per altri motivi: il fatto che mi dava una certa sensazione di acido e digestione lenta; la difficoltà di reperire un “latte decente” per i miei standard che non costasse quattro euro al litro; il fatto, ancora, che forse questo alimento non era un elemento positivo nella mia dieta, tanto per cominciare perchè non mi aiuta ad assumere il ferro di cui sono storicamente carente, eppoi perchè non sono ormai da tempo una “lattante” – sì, lo ammetto, ho letto dei libri sull’alimentazione, sì, so chi è Kousmine – anche se conservo l’aspetto di quei giorni soprattutto per quanto riguarda la statura. Per queste ragioni ho smesso di bere latte ogni mattina e l’ho sostituito con varie cose di cui vi parlerò quando faremo colazione tutti assieme, poi ho eliminato i cappuccini e ho smesso di comprarlo. Personalmente ho notato una “svegliezza” più rapida al mattino, ma magari è una coincidenza o semplicemente l’allegra sensazione di non stare per fare un rutto alien in faccia al compagno di pendolarismo di turno. L’ultima volta che l’ho bevuto mi sa che è stato in forma di cioccolata calda una volta che avevo finito il mio latte o ce n’era troppo poco e abbiamo usato quello di un coinquilino a caso, perchè il fondamentalismo MAI.

P.s.: il latte di soia non piace a tutti. Lo so. Ma esistono miriadi di tipi di latte vegetale che può essere sostitutivo di quello di origine animale … lo dico per gli intolleranti al lattosio e per chi volesse provare, eventualmente, quello di avena per ora mi è sembrato quello più assimilabile a quelli di origine animale, forse perchè è piuttosto dolce. 

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7 responses to “Etichetta2: Il latte di soia … Perchè ?

  1. drleukocyte ha detto:

    Uhm… Perché è importante che non sia transgenica?

    • scassandralverde ha detto:

      Beh, lo è per me.
      La mia motivazione è che la soia è una delle tre coltivazioni (oltre al grano e al mais) intensive che sono concausa di desertificazione a livello mondiale. La soia transgenica è un tipo di soia geneticamente modificata che resiste meglio alla coltivazione di tipo latifondista. Ora, non esistono ancora prove sufficienti che mi convincano a consumare OGM con la certezza che non nuocciano alla mia salute. D’altra parte la soia biologica all’interno dell’unione europea è per legge non transgenica. Come nella maggior parte dei casi, comprando qualcosa di biologico che viene da vicino casa è sempre la scelta più sostenibile a livello ambientale ed etico.

      • drleukocyte ha detto:

        Per quello che so io, un OGM viene ideato per dare al prodotto naturale delle caratteristiche migliori, come la resistenza a certi patogeni (per limitare l’uso di pesticidi e quindi aumentare la resa), condizioni di scarsità generale (per permettere la coltivazione in zone diverse da quelle “tipiche” o limitare l’uso di fertilizzanti) o semplicemente per migliorare le caratteristiche organolettiche del prodotto finale (più vitamine e/o nutrienti, meno tossine, ecc). Una soia OGM potrebbe essere anche ingegnerizzata per limitare vari ed eventuali circoli viziosi a livello ambientale, per esempio! Poi gli OGM di una volta portavano con loro dei forti dubbi sulla loro sicurezza. Quelli di oggi no: le tecniche biotecnologiche sono migliori e producono qualcosa con un rapporto rischio/beneficio più che accettabile. Ci tenevo a scrivere questo commento perché in generale leggo ed ascolto molta contrarietà agli OGM: penso invece che, se almeno non li combattessimo, potrebbero essere sviluppati addirittura in direzione di un’alternativa migliore, come lo è il biologico, alle scelte non sostenibili.

      • scassandralverde ha detto:

        Eh, come abbiamo avuto modo di convenire oggi sorseggiando quel delizioso tè, il problema non è l’OGM in quanto tale, ma l’uso che se ne fa. Per ora abbiamo visto usare gli OGM in funzione di un maggior profitto per multinazionali latifondiste … ma questo non significa che qualcun’altro non potrebbe usare questa tecnologia con intenti e risultati positivi.

      • drleukocyte ha detto:

        Esatto, hai centrato il punto! Le biotecnologie sono una risorsa enorme ed emergente. Vanno incentivate! E’ l’uso sbagliato (in questo caso “non sostenibile”) che va scoraggiato.

  2. chandralux ha detto:

    Ho vissuto qualche anno in Asia, scoprendo che lì la soia viene consumata solo se fermentata. Ho quindi iniziato a informarmi sulle sostanze contenute nel latte di soia industriale e ho preferito passare ad altro, p. es. latte di riso o appunto di avena (sempre bio no OGM). Ti consiglio di leggere questo articolo molto dettagliato sull’argomento:
    http://www.alimentazioneinequilibrio.it/2013/02/13/la-soia-le-perplessita-salutistiche-e-non-solo/

    • scassandralverde ha detto:

      Ti ringrazio molto per il link ! E per il commento, è chiaro ! Io uso il latte di soia per fare la cioccolata calda o per la besciamella. Ho provato il latte di riso, ma mi è venuto un bellissimo sformato di porri e patate … DOLCE! E anche quello d’avena è dolce: mentre vanno bene per la cioccolata, per la besciamella – che non faccio tutti i giorni – per ora continuo con quello di soia ! =)

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