(forse) Si.Può.(ri)Fare!

Vivere da sola in Italia, a 25 anni, con 450 euro al mese e a impatto zero.

Conti di fine mese: non si chiude una porta senza che si spalanchi un portone..

su 3 marzo 2013

I conti di fine mese di febbraio includono una serie di “conti emotivi”, “punto e accapo” e “chissà” con bilancio tutto sommato positivo e speranzoso.  Ma andiamo con ordine:

Play<Non si chiude una porta senza che si spalanchi un portone.>Play

– 230
– 10 ricarica telefonica
– 3.70 pranzo ridotto a mensa Ci sono andata per appurare la mia “fascia contributiva” dopo il calcolo ISEE. Appurato ciò, sarà il caso di portarsi il pranzo da casa.
– 2.65 sei uova*
– 1.89 fagioli cannellini*
– 1.56 due pacchi di spaghetti integrali*
– 1.95 carote*
– 1.88 patate*
– 0.79 pelati*
– 3 krapfen e spremuta d’arancia in pessima compagnia Avevo la scusa: questa donna mi sta sulle palle. Ma invece di dirglielo, magari parafrasando, mi sono seduta lì a ingurgitare krapfen e frasi di circostanza condite di clichè … chi è causa del suo mal pianga se stesso.
– 3.99 tofu*
– 4.15 cotolette di soia* La roba surgelata dovrei proprio evitarla !
– 3.25 pane di segale*
– 3.45 tofu affumicato*
– 13.70 pappa reale*
– 2.70 trancio di pizza d’emergenza Le emergenze non sono tanto il caso …
– 8.50 pranzo al ristorante afghano
– 6 alcol carnevalesco
– 4.75 seitan*
– 1.15 cipolle*
– 1.56 un kg di pasta integrale*
– 1.30 succo di frutta* Per il Miomino ospite …
– 2.12 sei uova*
– 1.95 pepe nero macinato Per fare la pasta alla carbonara (vegetariana) per gli amichetti di Greg
– 9.21 lenticchie*, arance*, miglio*, zucca*
– 0.40 caffè d’orzo al distributore Se ci si sveglia tardi e si salta la colazione !
– 0.55 merendina* al distributore Vedi sopra.
– 11.05 pane di segale*, amaranto*, gallette di riso e sesamo*, tofu*
– 24 treno a/r per Trieste
– 9.80 due pizze biologiche al kamut a domicilio
– 4 due tazze medie di cioccolata calda da Chocolat
– 5 ricarica del telefono Ho capito che meno di 15 al mese …
– 2 trancio di pizza con funghi e zucchine Per evitare la mensa … è meno di 3.70 ma …
– 4.80 cioccolata fondente* del Fair Trade di due tipi diversi + cacao amaro in polvere Equo e solidale
– 1.90 semi di sesamo* del Fair Trade
– 2.25 latte di soia*
– 2.60 semi di lino* ECOR Emmo’ ve beccate il sermone … anzi, no … su ‘sta faccenda dovrò scriverci un post …
– 7.27 arance*, mandarini*, porri* In mandarini erano VECCHI !!!
– 2.70 pizza In stazione de corsa … l’elemento “corsa” questo mese m’è costato un bel po’.
– 10 a/r per andare a trovare Miofratello
– 12 cena fuori a San Vito al Tagliamento
– 5 quotidiani vari in vari giorni Questa spesa non la so proprio valutare … è “pane” o “rose”tenersi aggiornati più del solito per decidere chi votare ?
– 60 “Chiarpooling” Venezia-Roma e “Fabripooling” Roma-Venezia

– Costume di carnevale: 3.67 per calze bianche, 2.60 trucchi … dovevo capirlo che il carnevale sarebbe stato off-limits per una che lavora in un locale !

Risultato: 436.79 … non male tutto sommato !

+ colazione con frittelle e cornetti dal Miomone
+ 4 yogurt del coinquilino
+ yogurt dal Miomone … tutti che mi regalano yogurt
+ 665 stipendio
+ reciproco regalo per il prossimo anniversario: due poltrone vintage in velluto nero con struttura in legno con sfoglie d’argento e un posacenere anni ’60
+ un barattolo di latta color “kilt scozzese” dai proprietari del Vintage shop dove abbiamo preso le poltrone
+ “E l’uomo incontrò il cane” di Konrad Lorenz dal Miomone
+ Cioccolata calda da Miofratello
+ tessera della metro di seconda mano dalla “Chiarpooler1”
+ Spremuta d’arancia da Marchino
+ Miele a volontà e 50 euro da Mammapapà

Ebbene, a voi il resto: sto cambiando lavoro e ho un po’ di visite di accertamento da fare. Chi non ha tempo di leggere la mia dissertazione può fermarsi qui. Chi ama le mie disquisizioni, si metta anche comodo !

Dopo la massacrante settimana di Carnevale e inizio lezioni, una delle mie colleghe è partita e un’altra è entrata nel final countdown pre-laurea e per questo motivo i turni extra hanno continuato a far parte della mia dieta giornaliera. Da gennaio in poi, però, le cose al lavoro non andavano particolarmente bene: la sessione d’esame, la consegna di un lavoro per una professoressa della triennale – di cui vi parlerò magari a cose fatte – con scazzi annessi e il terrore di non essere neppure menzionata nel suddetto lavoro (secondo la consuetudine nostrana), oltre che la scoperta della permanenza anche al secondo semestre del Perfido Wang, docente cinese,  mi rendevano molto nervosetta e il lavoro era effettivamente il momento di relax della giornata. Tuttavia, quando ero di turno col Boss non potevo fare a meno di notare che fosse come “infastidito” dalla mia presenza. Non avevo modo di accertare le mie “sensazioni” perchè non avevo mai trovato un canale di comunicazione con quell’uomo. Quindi non ho dato peso né a quello, né alle sue sporadiche lamentele su questioni a mio avviso insignificanti e non avevo dato particolare rilevanza ai suoi borbottii sulla mancanza di qualche euro a fine giornata per via di errori di battitura o forse resti sbagliati; erano cose che avevo già sentito anche rivolte ad altri dall’inizio, mi ero fatta l’idea che entro un certo limite l’errore umano fosse fisiologico e accettato. D’altra parte, dal periodo precarnevalesco in poi, sono iniziati interi turni con il boss da un lato del bancone intento a fissarmi in maniera piuttosto insistente con conseguenti miei errori sistematici, orari che arrivavano sempre più tardi o addirittura a ridosso del turno stesso, cosa che mi impediva di pianificare efficacemente lo studio o che mi costringeva ad allontanarmi in anticipo e di corsa dalle lezioni. Così, circa due settimane fa parlando col Miomone mi era venuto spontaneo il pensiero di guardarmi un po’ intorno: ho un modesto gruzzolo che mi permetterebbe anche di stare a spasso per un po’ e di cercare direttamente un lavoro stagionale, tutti quei soldi non mi servono neppure per il momento e rischio di rimanere indietro con gli esami. Inoltre mi sembrava davvero di non avere potere sull’opinione che quell’uomo aveva di me: pensavo, se non gli vado bene che mi mandi via, dato che di parlarne apertamente non se ne parla. L’avevo buttata lì, chiaro, non mi ero nemmeno messa a cercare perchè una delle mie colleghe si stava laureando e l’altra non era ancora tornata, non mi pareva il caso di lasciare la gente nei casini, con turni scoperti eccetera. Ci pensavo, tutto qui. Alcuni giorni dopo uno dei miei migliori amici è finito in ospedale con una trombosi al braccio che ha rischiato di ucciderlo e io non avevo modo di tornare a casa, non ci ho provato neppure a chiederlo, data la situazione. Potevo pensarci insistentemente e cercare di sentirlo il più spesso possibile, ma non potevo precipitarmi da lui alla velocità della luce, cosa che lui ha fatto per me in diverse occasioni. In tutto ciò, giovedì 21 ho d’improvviso realizzato che era “da un po’” che non mi arrivavano le mestruazioni. Ho contato i 28 giorni e poi ne ho contati altri dieci. Dopo quindici minuti di panico mi arriva un sms dal capo che dice che io e una mia collega dobbiamo aprire alle 16 al suo posto e che io devo andare a fare la spesa prima di quell’ora. Faccio giusto in tempo a vestirmi, mandare un sms terrorizzato al Miomone e uscire. Non ho detto nulla nè ai coinquilini nè alle colleghe e non ho comprato subito il test di gravidanza: l’idea di poter essere incinta mi paralizzava. Il giorno successivo ho raggiunto Miofratello, rimpatriato per votare e ho passato il pomeriggio-sera con lui e il Miomone e altri amici. Ho cercato di distrarmi, ma non c’era molto verso. Poi hanno dimesso il mio amichetto senza una diagnosi degna di questo nome: sono stata al telefono con lui un bel po’ di tempo prima di andare al lavoro e lui, che studia medicina, mi ha spiegato la rava e la fava della sua non-diagnosi … così mi sono spaventata ancora di più. E sono andata al lavoro. Ma ero proprio da un’altra parte e c’erano delle birre nuove e un nuovo modo di conteggiare i resti attraverso la cassa che mi complicavano le cose: sono stata così disastrosa che una volta tornata a casa – con largo anticipo visto che non c’era molta gente, almeno questa era stata la scusa ufficiale – ho scritto al capo un messaggio di scuse in cui accennavo a “pensieri” che mi impedivano di lavorare decentemente. Siccome mi è stato risposto di stare tranquilla, non ho ritenuto di dover dare ulteriori spiegazioni; il giorno dopo sono partita per Roma dove ho votato, mi è stata data buca dalla suddetta professoressa e ho finalmente incontrato il mio amico e un don Lopa che mi aveva ritirato un certificato di lingua all’università. La mattina dopo sono partita per essere a Venezia per lavorare, ma gli orari non mi sono arrivati. Martedì ho fatto il test di gravidanza che è risultato negativo, rianimata dalla buona notizia ho inviato “un sollecito” per avere gli orari e mi è stato risposto via sms che non sarei stata più chiamata e che ci saremmo poi “visti per chiarire”. Non ho avuto il tempo di imprecare che mi è arrivata una mail dalla signora per cui ho lavorato quest’estate per ricominciare a lavorare da lei, mi sono arrivati i feedback zuccherosi dei carpooler nonchè le loro pronte iscrizioni a questo blog, mi ha scritto una mail la mia Maestra di flamenco, ho fatto il record di visite giornaliere, e la sera stessa ho ricevuto le scuse formali del mio ex-migliore amico con cui ho brutalmente rotto a luglio, e che incontrerò molto presto. Non ho potuto che avere un bilancio positivo di quella giornata: ho scritto molte pagine entusiastiche sul mio diario cartaceo, pagine frasi al futuro e punti esclamativi. Fino a venerdì non ho saputo in dettaglio le motivazioni e i termini del licenziamento, ma il tutto si è risolto molto civilmente: prenderò i soldi di febbraio, rassegnerò le mie dimissioni e ciao. La motivazione è stata quella degli errori su scontrini/resti e rispetto ai miei “pensieri della settimana scorsa” – che ho dichiarato risolti, perchè non avevo alcun interesse di star lì a piagnucolare – mi è stato detto che potevo dirlo prima. Di fatto non potevo perchè non aveva con chi sostituirmi e ha sempre fatto delle scene da circo per le “indisponibilità” … ma questo è solo un aspetto del fatto che io ho la coscienza pulita, lui anche ed entrambi siamo convinti della buona fede reciproca. Nema problema.

 Ma non scateniamoci troppo sull’happy ending: tanto per cominciare le mestruazioni non sono ancora giunte. Ho iniziato a prendere un integratore di ferro per sicurezza e ho scoperto che i digiuni pre-mestruali possono far sparire il ciclo o farlo slittare … benone, interrompere subito il mio buono proposito! Intanto domani, per quietare l’ultimo timore di essere incinta per mano dello spirito santo (non ho sgarrato una pillola!) farò un secondo test di gravidanza. E sto ugualmente mandando curriculum e a destra e a manca perchè non sono sicura dei termini di lavoro della signora di cui sopra … e anche perchè le circostanze mi hanno impedito di dissertare sull’attualissimo termine della ricerca del lavoro.

 Fatemi “in bocca al pupo” !

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4 responses to “Conti di fine mese: non si chiude una porta senza che si spalanchi un portone..

  1. raimondorizzo ha detto:

    Vedi di trovare un lavoro ben retribuito, un bambino ha bisogno di tante cose. Sei brillante,puoi farcela

    • scassandralverde ha detto:

      Beh, sì, vedrò di trovarmi un lavoro decente da qui ai prossimi sei anni, così quando deciderò di avere un marmocchio potrò dargli da mangiare qualcosa oltre all’ossigeno !

  2. Lotje ha detto:

    interessante, io sto con marito e bambino e ho 300 per le spese solo. Ce la faccio con facilità, ma a volte è necessario una nuova pentola o scarpe per il bambino….

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