(forse) Si.Può.(ri)Fare!

Vivere da sola in Italia, a 25 anni, con 450 euro al mese e a impatto zero.

“Dormire nudi è verde” di Vanessa Farquharson: La redenzione della Barbie.

su 30 novembre 2012

[L’altroieri ho avuto 138 visite perlopiù da facebook: QUALCUNO MI SPIEGHI ?]

[La recensione è lunga. Lo so.]

Il primo libro che ho scelto di analizzare – oddio, questo verbo mi fa troppo ridere … – è il suddetto, perchè è il primo libro che ho letto dopo aver maturato l’idea di compiere questa mia impresuccia. Andiamo.

Scheda “tennica”:

4542482  Titolo: “Dormire nudi è verde”

  Sottotitolo: 366 consigli per vivere “bio” e divertirsi

  Titolo originale: “Sleeping naked is green”

  Tratto da: http://greenasathistle.com/

  Casa editrice: Sonzogno

  Prima pubblicazione: 2009

  Prezzo: 15.30 Euro su Amazon (a me lo hanno regalato usato: +verde !)

 Pagine: 356 (l’avranno fatto apposta?)

 Letto in 23 giorni: dall’1 al 23 maggio 2012

 Quarta di copertina: “Poche cose nella vita mi annoiavano come l’ecologia. Finchè ho voluto vederci chiaro e per un anno ho provato a fare una piccola cosa al giorno. Come dice quel proverbio cinese? Un viaggio di migliaia di miglia inizia con un piccolo passo. A me ne sono serviti 366 per rinnovare alla grande la mia vita e divertirmi come mai avrei immaginato. A te quanti ne serviranno ?”

Recensione con citazioni:

 Lo dico senza filtri: i primi almeno quattro capitoli sono piacevoli come una sonora mazzata sui coglioni. Il nome Van-essa è solo il titolo di testa dell’incubo. Abbiamo la dichiarazione di intenti e la presentazione del personaggio: una Barbie teledipendente consapevole e ingenua quanto un’undicenne disadattata che a 28 anni (e solo perchè ha la fortuna di abitare in Canada) è una giornalista che campa di ciò che scrive su un giornale reazionario. Assistiamo inoltre all’uso improprio e forsennato della parola “hippie” e a delle uscite da “Eh, a me non la fate !” che fanno venire le lacrime agli occhi dalla pena e che mi fanno scrivere a mergine di ogni pagina commenti come : “Che paura, eh ?”, “Ah ah ah! … NO !”, “Poraccia !” … eccetera.

Sì, ammisi, è possibile che nelle ultime settimane abbia visto Una scomoda verità [ascoltate bene le parole di Al Gore e contate i riferimenti a 9/11 e terrorismo, leggete con attenzione le frasi in bianco … questa fa la “giornalista” e la sua prima ricerca informativa sull’argomento parte da QUESTO ?] e sì, potrei essere stata influenzata dalle immagini create al computer dell’orso polare che affoga. [eggià che ne hanno dovuta creare una al computer, perchè dove s’è mai visto che gli orsi polari se la passano male ?] Ma il punto per me è starmene bene alla larga dalla politica [ ??? ], dimostrare  che essere attenti alle questoni ambientali non implica necessariamente partecipare a dimostrazioni di protesta [oh, sarebbe così disdicevole !!!] o portare pantaloni guatemaleschi [che paura, eh ?].

 Ma la mia regola in fatto di lettura è FINIRE IL LIBRO. SEMPRE. RESISTERE RESISTERE RESISTERE.

E quindi superando le domande esistenziali: E’ peggio essere una blogger o un hippy ? [E’ peggio essere una donnetta !!!]; il suo primo incontro con degli ambientalisti assolutamente “Uncool” e “old-fashon” e solitamente meno interessati a farsi dare il vostro numero di telefono che non a discutere sull’efficienza dei bio-combustibili; dopo che la donna-OCA fa sfoggio di abilità fascinatorie tentando di approcciare un uomo scelto a partire dalla maglietta che indossava dicendo “Non ho capito !” … arriva l’ammissione di essere una snob, arriva il piacere di bere acqua dal rubinetto : E’ più acqua della solita acqua !, arrivano gli elettrodomestici rigorosamente extralusso caricati a detersivi “meno chimici”.

 Continua imperterrita la parlata da giornaletto per preadolescenti con abuso di termini quali “accessorio di moda” e iperboli quali “crimine estetico” e l’adesione totale al cliché della “Donna moderna” che fa acquisti idioti d’impulso praticamente tutti i giorni, che chiama i suoi oggetti col nome del marchio a cui appartengono … perfino la borsa di nylon con cui sostituisce quelle usa e getta diventa: La mia three wishes … VUOI UN APPLAUSO ? Eh si, lo vuole, perchè piagnucola per pagine inveendo contro il commesso cattivo che non l’ha degnata di alcuna attenzione quando ha detto di non volere il sacchetto per la spesa perchè aveva, appunto, la sua Three Wishes. Più avanti ammetterà di volere una medaglia d’oro.

 E poi ancora slanci di consapevolezza sul fatto di essere Un’orrenda consumista, il sogno di ogni esperto di marketing. Ma anche sonori richiami allo Yankeeismo puro parlando della condizione dei braccianti agricoli di alcune aziende del biologico con Salari assurdamente alti. La connotazione del personaggio continua per tutto il libro, in realtà, e a essa si aggiungono le descrizioni di sorelle Naziconformiste che fanno due volte il giro dell’isolato per sfoggiare un articolo acquistato da Tiffany e amiche che non prenderebbero mai e poi mai in considerazione l’idea di usare creme – benchè di lusso, mi raccomando – in cui lei ha già immerso le dita. Così, dopo i primi mesi di cambiamenti blandi e poco dispendiosi di materia grigia, contando il fatto che lo stile energetico nordamericano, e quindi quello canadese, ti permettono di arrivare ad asciugare i panni in uno stendino  in ben 4 passaggi [1. Usare un prodotto meno chimico per l’asciugatrice (che prodotto si mette in una centrifuga calda Per fare cosa ?). 2. Staccare l’asciugatrice dalla spina. 3. Portare i panni ad asciugare i panni in una lavanderia. 4. Asciugare i panni su uno stendino.] a un certo punto questa tizia rimbalza su ciò che ha iniziato a fare, come una macchina in un’incidente che rincula contro un muro:

 … comincerò a restare senza idee e sarò costretta a fare qualche cambiamento importante.

 Come si può facilmente immaginare, questa Nordamericana privilegiata con troppo tempo a disposizione cerca una scusa per mollare l’impresa, perchè non può Agitare un Martini se ha dello sporco sotto le unghie … qualcuno mi spieghi il nesso !!! Ma l’ironia vuole che proprio quel giorno il suo blog registri mille visite. Quindi si galvanizza abbestia e inizia a parlare di Madre Natura scrivendo proprio le lettere in maiuscolo e l’elenco dei cambiamenti di aprile inizia a farsi davvero interessante. Questo però fa sì che ci si addentri nello specifico di una serie di questioni in cui la signorina è totalmente impreparata e, visti i metodi che usa per informarsi … scopriamo, ad esempio, che secondo lei il carrube è cioccolato senza derivati del latte, anzichè un fagiolone che ha il vago sapore di cacao. Oppure che se usi filo interdentale vegano (alzi la mano chi usa il filo interdentale !!!) fatto con cera d’api (quindi tecnicamente NON-vegano)sei più giustificato a mangiare miele … mah.

 Verso la fine di aprile, quando si decide a comprare le lampadine a basso impatto, scopriamo il reale scopo della sua impresa durante uno sfogo sulla Brutale realtà estetica del risparmio energetico :

 Se anche nel corso della mia ridicola impresa verde riuscissi a trovarmi un uomo, come potrei mai flirtare con lui se sotto quella luce la mia carnagione somiglia all’interno di una teiera del diciottesimo secolo ?

 Ancora una volta la seienne che è in lei si salva leggendo sulla confezione delle lampadine che esse consentono un risparmio energetico di un tot. e che quindi lei ha contribuito ad abbassare il livello di gas serra. Contenta del biscotto, Fido ? Tra l’altro il cambiamento più importante del mese, ovvero quello di raccogliere tutti i rifiuti che vede in giro e differenziarli nei bidoni, viene abbandonato dopo pochi giorni perchè butta una lattina con dentro qualcosa di pesante, inizia a fare congetture su cosa potesse essere e si schifa … così giura a se stessa che non toccherà mai più i rifiuti altrui. Cosa che non smette di fare è quella di paventare conoscenze che non ha e di aver letto libri che forse pianta lì solo perchè ci si aspetta che lei debba averli letti, visto il lavoro che fa, la sua preparazione accademica e l’impresa che sta intraprendendo. Un esempio su tutti è quello di No Logo di Naomi Klein, che recensirò prossimamente, e che è un libro che parla di sistemi economici, sinergia tra aziende e globalizzazione e che quindi non consiglia certo di usare i mezzi pubblici al posto della macchina per andare al lavoro. Tra l’altro continua a presentarsi a riunioni ambientaliste di ogni sorta salvo poi piagnucolare a casa su quanto si sia sentita a disagio, e ad intervistare gente che non usa la macchina  e a fare domande idiote su come facciano ad andarea ai cocktail-party o quanto sia fastidioso doversi vestire di Gore-Tex come dei “montanari” … e io son sempre alla ricerca del nesso … ricerca che permane nelle 365 pagine. Sempre.

Se si pensa però al mondo in cui è immersa, o da cui è sommersa, si nota che i cambiamenti che intraprende da un certo punto in poi sono davvero significativi e si inizia a leggerla con un po’ più di rispetto. Non quando smette di andare in palestra e inizia a correre la mattina dopo aver acquistato i seguenti “accessori necessari”: scarpe, giacca a vento, cuffiette speciali, cintura-marsupio per l’Ipod, borraccia, fascia e polsiere. Ma quando a maggio gli hippies diventano buoni e quando guardare male la persona che guida un SUV diventa una giusta umiliazione … capisci che è in corso una vera e propria mutazione genetica !!!

Ed ecco che a giugno vende la macchina ! Continua a parlare di “carote vegane”, come se ne esistessero di non vegane e di “pomodori organici”, anche se forse è una svista della traduttrice … ed è tormentata da un senso di vergogna molto WASP … continua a credere di nn poter trovare un uomo fino a che non potrà ricominciare a farsi la piastra e a laccarsi le unghie di rosa …

Ma il luglio porta una doccia di tre minuti fatta al buio ! Ed ecco il compostaggio domestico in bidone costruito in casa, il volontariato ambientalista gli eco-hotel e i capelli corti ! E un viaggio in Palestina comprendendo la realtà in cui si trova ! E anche un giro in Spagna con attività multiculturali !I cambiamenti non sono affatto graduali perchè era totalmente impreparata e sostiene che esista il formaggio senza caglio, poi impara cos’è e si schifa e crede che i formaggi di fattoria non lo abbiano perchè secondo lei è una cosa industriale … ma cacchio se si impegna !

 In somma, ad un certo punti, non dico che diventa simpatica … ma le frasi allucinanti sugli hippies vanno scemando, i cambiamenti si fanno sempre più drastici e ispiranti … inizi a rispettarla … e il bello è che dopo l’anno in cui è diventata un’hippie prendendoci anche un certo gusto, come potete vedere dal blog, ha continuato !!!

Così si conclude il primo capitolo dell’affascinante saga delle recensioni di libri. Questa saga è molto importante per me perchè da quando ho iniziato l’università c’è stata una diminuzione delle mie letture del 90% circa. Al liceo impiegavo le sei ore di lezione mattutine esclusivamente per occuparmi della mia preparazione culturale: leggevo a stufo. Anche più libri in una sola mattinata. Dei miei amici, siccome venivo puntualmente beccata e mandata fuori dalla classe dagli insegnanti, mi avevano appositamente regalato dei libri molto piccoli, perlopiù raccolte di poesie: ne tenevo sempre uno di scorta nella tascona davanti della felpa. Così se mi buttavano fuori potevo leggere lo stesso. Una volta la professoressa di lettere che mi aveva mandata fuori, ha aperto la porta per chiamarmi, mi ha trovata seduta per terra a leggere e non è riuscita nemmeno ad arrabbiarsi: era una persona davvero intelligente.

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